Data: 26/02/2010
Piacenza - La battaglia con i galleggianti, i ritardi, la massa oleosa di idrocarburi arrivata dal Lambro che avanza inesorabile e trasforma il Po in un'autostrada nera come la pece. Il sindaco di Piacenza Roberto Reggi e il presidente della Provincia Massimo Trespidi hanno deciso di saltare insieme a piedi uniti nell'emergenza. Si sono guardati intorno, ieri alle 8 e 30, durante un sopralluogo sul Po, all'altezza del ponte provvisorio, e hanno capito che era necessario trovare un vero coordinamento: troppi Comuni, troppe Province, troppi soggetti coinvolti nel tentativo di tamponare gli effetti del disastro ambientale. Tanta buona volontà, grande impegno non bastano. E così, dopo aver telefonato al presidente della Regione Vasco Errani, chiamano il sottosegretario Guido Bertolaso.
Il capo della protezione civile si disimpegna rapidamente per precipitarsi a Piacenza. Arriva poco dopo le 15,30 per presiedere il vertice in prefettura insieme a Errani, alle istituzioni piacentine, ai prefetti di Lodi e Parma e ai rappresentanti delle province coinvolte da Monza in giù, fino a Rovigo. Esce dopo un'ora con la decisione: un'unità di crisi che avrà base alla prefettura di Piacenza, per mettere assieme le forze delle tre regioni interessate dal disastro ambientale: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. A suggello, in serata la firma che decreta lo stato di emergenza nazionale.
Per le prossime 48-72 ore Piacenza sarà il centro delle operazioni che dovranno arginare l'invasione della marea nera partita dall'ex raffineria Lombarda Petroli di Villasanta, in provincia di Monza. Errani e Bertolaso escono assieme dalla riunione. Il governatore non nasconde le difficoltà, definisce la situazione «molto seria e molto impegnativa» e spiega che il punto nevralgico è lo sbarramento della centrale idroelettrica di Isola Serafini. «Il nostro obiettivo è tutelare il delta del Po, l'Adriatico, gli usi irrigui e potabili dell'acqua del fiume». Non si poteva agire con più tempestività e maggiore coordinamento? «Questo non lo so - risponde Bertolaso - quando ci è stato chiesto d'intervenire siamo intervenuti. Ma era difficile quantificare l'olio fuoriuscito, c'era bisogno di fare una verifica più puntuale, forse non era neanche facile farla».
La questione dei tempi e del coordinamento è centrale. Le perplessità, anche nella giornata di ieri, non sono mancate. Qualche ora prima del summit il presidente della commissione Ambiente della Camera, il deputato leghista Angelo Alessandri, a Piacenza per un sopralluogo sul fiume, aveva auspicato «un maggiore coordinamento sull'emergenza a livello del Po». E il deputato del Pdl piacentino Tommaso Foti al termine del summit afferma: «Probabilmente c'è stata una sottovalutazione degli eventi nei giorni scorsi». Poi esorta: «Quello che si sta facendo ora è positivo, risolviamo prima il problema, poi vedremo». Era andato giù piatto in mattinata il sindaco di Caorso Fabio Callori: «I nostri volontari hanno lavorato per due giorni senza direttive».
Bertolaso rassicura: «Credo che non ci sia una situazione irreparabile. Sono state realizzate diverse barriere lungo il Lambro e adesso a Piacenza ne sono state messe in piedi tre. Quella dell'Isola Serafini è la migliore perché è una diga permanente e può controllare meglio delle altre la massa oleosa che si sta spostando. Credo che nell'arco delle prossime 24 ore la gran parte sarà recuperata, prima che arrivi all'altezza di Ferrara e sul delta».
A dare concretezza all'azione, il sottosegretario alla protezione civile annuncia nuovi mezzi. Nelle prossime ore a Piacenza arriveranno 10 skimmer, le speciali centrifughe in grado di separare gli olii dall'acqua, alcuni delle quali dovrebbero essere installate su piccole imbarcazioni.
Le falde acquifere, afferma il sottosegretario, per il momento non sono state intaccate. Ma le varie Arpa stanno monitorando la situazione. Poi si dovrà pensare allo stoccaggio del materiale recuperato («quella è la tematica più complessa, visto che si tratta di rifiuti speciali bisogna, da un lato, rispettare le normativa o, se il caso, con una ordinanza andare in deroga alle leggi vigenti che sono molto complesse») e alla bonifica delle sponde.
Paolo Marino
Paola Romanini
