Data: 23/01/2005
Infuria la polemica nella Casa delle Libertà (Cdl) sulla scelta del candidato-presidente alle elezioni regionali del 3-4 aprile. A Roma, dove in queste ore i vertici nazionali dei partiti della coalizione sono alle prese con la composizione dell'ingarbugliato puzzle dei nomi, rimbalza il duro botta e risposta in corso tra An e la Lega Nord lungo l'asse Bologna-Piacenza. Uno scontro sulla candidatura dell'onorevole di An Tommaso Foti alla presidenza dell'Emilia-Romagna, candidatura che le ultime indiscrezioni danno per molto accreditata, ma su cui è soprattutto la Lega, in questa fase, a mettersi bruscamente di traverso (nei giorni scorsi le contrarietà erano arrivate da Forza Italia). Dopo che l'altro giorno il coordinatore regionale di An Filippo Berselli è tornato a rivendicare al suo partito la scelta del candidato, il segretario della Lega in Emilia-Romagna, Gianluca Pini, gli ha risposto invitandolo a non «scaricare sulla Cdl il problema di un posto sicuro per Foti», visto che «l'unico fatto naturale che si possa riconoscere ad An e all'onorevole Foti dopo la bruciante sconfitta alle provinciali di Piacenza (dove oltretutto il suo partito ha avuto un tracollo passando dal 14 all'8%) è il pensionamento politico, non certo la promozione a candidato della Cdl per la guida della Regione». All'agenzia Dire, Pini ha anche detto di avere «il sentore che qualcuno cerchi di riciclare Foti in Regione per garantirgli un posticino per i prossimi cinque anni, ben sapendo che la magra figura rimediata alle scorse provinciali non gli permetterà di ricandidarsi con esito positivo alle prossime politiche». E se An si muove sulla base dei propri «equilibri interni fatti di poltrone, la Lega non li può accettare», ha concluso il segretario del Carroccio che ha fatto anche il nome, nel novero dei parlamentari emiliani della Cdl, di un altro piacentino, il leghista Massimo Polledri, indicandolo come «il più votato con il 50% dei consensi». Non si è fatta attendere la replica di An, per bocca del presidente del partito in provincia di Piacenza, Sergio Bursi, che sempre alla Dire, ha definito quello di Pini «killeraggio politico per conto terzi». Bursi evidenzia i successi elettorali di Foti a Piacenza sia nel '96 («L'unico deputato eletto dal centro-destra in un collegio uninominale dell'Emilia Romagna») sia nel '98 (comunali) e nel 2001 (politiche). Tanto che su di lui «il centrodestra ha puntato alle provinciali del 2004, dove, nonostante la sconfitta, «ha preso ben più del 70% dei voti che la Lega prende in tutta la regione». Bursi così conclude: «È troppo chiedere a tutti gli alleati di tornare al confronto politico, anziché dilettarsi in un'opera di cecchinaggio di Foti che fa solo il gioco dei comunisti?».
da Libertà
