Data: 29/12/2005
Parole «a vanvera». Così Tommaso Foti (An) nell'ultimo atto della polemica con il presidente del consiglio comunale Benedetto Ricciardi (Ds) sul bilancio di previsione approvato giovedì scorso nell'aula di Palazzo Mercanti dopo l'annullamento dei 370 emendamenti dell'opposizione. Una decisione presa da Ricciardi in ragione di un'interpretazione restrittiva dei regolamenti che ha disinnescato l'ostruzionismo con cui la minoranza aveva sino a quel momento dato battaglia sul documento allungandone a oltranza i tempi di approvazione.
Tra Ricciardi e l'onorevole di An lo scontro è al calor bianco, dopo che il secondo, ravvisando nell'operato del primo «evidenti violazioni di legge» e dichiarandolo censurabile anche sotto il profilo penale, ha scritto al ministro dell'Interno Beppe Pisanu un'interrogazione per chiedere l'annullamento straordinario della delibera del bilancio. Il presidente del consiglio ha replicato a Foti (v. Libertà di ieri) rivendicando la correttezza del proprio operato e sfidandolo a denunciarlo penalmente rinunciando all'""ombrello"" dell'immunità parlamentare («So che non lo farà perché ama chiacchierare, piuttosto che fare qualcosa di utile per la città»).
E ieri è arrivata la controreplica di Foti che in una nota fa presente di essersi attivato sulla vicenda (l'interrogazione a Pisanu) «nell'ambito dell'attività ispettiva, sollecitatami da alcuni consiglieri comunali, riservatami dalla legge e che nessuno può conculcare». Dice di lasciare le sfide «ai guappi di quartiere», Foti, e «se Ricciardi si ritiene diffamato, mi quereli, diversamente taccia» anche perché «l'abuso di atti d'ufficio è perseguibile d'ufficio, senza bisogno di denuncia alcuna».
Quanto all'immunità parlamentare, l'onorevole evidenzia di non essersene mai «fatto scudo», perciò, se verrà richiesta l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti chiederà alla Camera «che la stessa sia concessa, essendo questa la procedura che va seguita». «Perché ciò accada occorre però che Ricciardi mi quereli: non dubito che lo farà essendo un uomo d'onore».
Dopo un passaggio in cui nel suo mirino velenosamente finisce l'inflessione campana del presidente del consiglio («Capisco l'invidia per il mio eloquio e la mia dizione»), Foti sottolinea che «l'importante è però non parlare a vanvera, come Ricciardi fa, quando mi accusa di non essere utile alla Città. Se avesse infatti letto il bilancio pluriennale del Comune, saprebbe che oltre 2 miliardi di vecchie lire per la ristrutturazione dell'ex chiesa di San Vincenzo li ha procurati il sottoscritto: il che mi autorizza a dire che io soldi li porto, mentre Ricciardi legittimamente li prende (di indennità)».
Esclude, il deputato, nuove repliche a Ricciardi che «da oggi in poi altro non sarebbero che un'inutile perdita di tempo: essendo un piacentino laborioso ho, infatti, di meglio da fare».
da Libertà
