Data: 14/05/2009
Il disegno legge 1195 sul nucleare passa al Senato e torna alla Camera per l'approvazione definitiva. Oggetto del documento, l'individuazione entro sei mesi dall'approvazione dei nuovi siti sede di centrali nucleari in Italia, la scelta di una sede per il deposito nazionale, ma anche il commissariamento e lo spacchettamento di Sogin, e, con un emendamento siglato dal senatore Walter Zanetta, la restituzione a Comuni e Province che ospitano impianti di una parte milionaria del "tesoretto" decurtata in passato. Si parla, per il 2009, di 16 milioni di euro da dividere tra Comune di Caorso (50 per cento), Provincia di Piacenza (25 per cento) e Comuni nel raggio di 10 chilometri dagli impianti (25 per cento).
L'emendamento milionario fa seguito al testo originario presentato in passato da Zanetta con l'onorevole Massimo Polledri e Tommaso Foti, e ripristina l'importo previsto dal "Decreto Scanzano" (decreto legge 314/2003 e legge di conversione 368/2004) di 39 milioni di euro, ridotti a 12 dalla Finanziaria 2005. «Ci battiamo da tempo per restituire al nostro territorio le risorse decurtate dall'allora ministro Altero Matteoli - dice Polledri, responsabile dell'Energia per la Lega Nord - Ora che l'emendamento è passato al Senato, va protetto alla Camera». Polledri calcola quanto spetterebbe al nostro territorio: «Circa 16 milioni di euro: 8 a Caorso, 4 alla Provincia, 4 ai Comuni nel raggio di 10 chilometri dalla centrale. Ma bisogna insistere affinché Caorso non venga declassato perché con il trasferimento all'estero delle barre ora ha il 50 per cento del combustibile nucleare originario (le compensazioni economiche spettanti sono direttamente proporzionali alla radioattività negli impianti, ndr)».
Sul futuro di Sogin Polledri precisa: «Si conferma il commissariamento di Sogin, che noi volevamo. Sullo spacchettamento bisognerà ragionare, per capire cosa si vuole fare». Sullo spacchettamento il sindaco di Caorso Fabio Callori commenta: «In questi anni Sogin ha lavorato molto e bene, a Caorso e nel resto d'Italia. Mi auguro sia indolore, perché se una cosa funziona bisogna farla andare avanti, e se provocherà ritardi nella dismissione sarò il primo a dirlo pubblicamente». Sull'emendamento, invece, Callori esprime «massima soddisfazione». «Erano risorse spettanti a Comuni e Province di competenza, tolte senza motivo come diceva una delibera dell'Autorità per l'energia. Il Governo rettifica il tiro ora, peccato perché dal 2005 al 2008 se ne sono andate cifre importanti che speriamo di riavere». Il sindaco rileva infine l'importanza del deposito nazionale.
Alessia Strinati
