Data: 27/02/2011
FIORENZUOLA - (dm) Ieri Fiorenzuola era piena di coccarde e fasce tricolori. Lo stesso accadeva 180 anni fa, durante i moti risorgimentali del 1831. Per la precisione, il 24 febbraio, alle 9 del mattino, arrivarono a Fiorenzuola le truppe della Guardia nazionale di Parma (dove nel frattempo era stato istituito un governo provvisorio, dopo il rovesciamento del dominio austriaco), accolte da una folla festante al grido di "Italia una e libera". Gli studenti issarono il tricolore sul municipio; il paese si fece teatro di manifestazioni di gioia; in molti indossarono la coccarda. Il podestà Filippo Confalonieri accolse con freddezza queste manifestazioni. Scriverà: «In quanto alla coccarda tricolore, ognuno faccia quel che vuole». Sono parole lette da Bottioni, che dà voce alle fonti tratte dall'archivio comunale o dai libri degli storici Emilio Ottolenghi e Celestino Coppellotti. Pochi giorni prima, il 15 febbraio, lo stesso Podestà aveva acconsentito, senza troppi entusiasmi, a sciogliere i Dragoni ducali e formare anche a Fiorenzuola la Guardia Nazionale. Bottioni cita le indicazioni per la guardia nazionale, invitata a non usare la forza contro i dragoni, milizia del Ducato: «Trattateli con fratellevoli riguardi». Si faceva strada l'idea di una nazione unica, quella degli italiani.
Il 25 febbraio purtroppo il sogno di fratellanza e libertà si infranse. Le truppe degli austriaci, dieci volte tanto gli uomini della Guardia Nazionale, accerchiarono Fiorenzuola, vincendo. Negli scontri perse la vita Paolo Mazza, che uscì da contrada di Caravaggio (via Mazzini) dove era garzone di un fornaio, per raggiungere piazzale S. Giovanni dove l'ex convento ospitava parte della guardia nazionale. Gli austriaci qui lo giustiziarono. Negli scontri a fuoco morì Giovanni Modesti, di Monticelli. La solennità della rievocazione ieri è stata assicurata dalla presenza di tante autorità in divisa: due carabinieri erano in grande uniforme speciale. Presenti i militari del Genio Pontieri, il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Paolo Rota Gelpi con i comandanti di compagnia e di stazione capitano Andrea Leo e maresciallo Ercole Dallospedale; il comandante delle Fiamme Gialle Stefano Addabbo, la comandante dei vigili Carla Rigolli, le associazioni Carabinieri in Congedo, Aeronautica militare, gli Alpini e i Bersaglieri che hanno portato la corona d'alloro, il parroco mons. Gianni Vincini, le associazioni Aido, Pubblica Assistenza, Anpi, Avis, Italia Nostra, Acli, Sporting; gli alunni del polo Mattei (con il dirigente Mauro Monti) e dell'Istituto comprensivo (con la vicepreside Giovanna Guarnotta); gli onorevoli Maurizio Migliavacca, Paola De Micheli, Tommaso Foti, l'assessore Sergio Bursi in rappresentanza della Provincia, I Comuni di Alseno, Cadeo, Carpaneto, Castellarquato, Cortemaggiore, Lugagnano, Villanova, Monticelli, molti consiglieri comunali e assessori di Fiorenzuola.
da Libertà
