Data: 22/03/2011
"La riforma della giustizia - dice Tommaso Foti - toglie ogni argomento di critica alla sinistra: non è una legge ad personam e non riguarda i processi in corso. La riforma prevede che il cittadino, prosciolto in primo grado, non può essere ulteriormente perseguito in giudizio per il medesimo reato". Inoltre la riforma definisce "la responsabilità civile dei giudici, posta al pari di quella degli altri funzionari dello Stato, giusto il presupposto che la legge è uguale per tutti. Se sbaglia il medico - nota il deputato Pdl - questo è responsabile e il cittadino può citarlo in giudizio, la stessa cosa vale da oggi per il magistrato. Resta il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale e i criteri che la legge offrirà individueranno le priorità nel perseguire i reati".
Per Foti "siamo dunque in presenza di una proposta di riforma molto equilibrata, che tocca qualche privilegio: una riforma espressione di una proposta di governo votata e condivisa da milioni di cittadini. Se la sinistra e i magistrati che per essa tifano e sfilano non hanno rispetto per coloro che la riforma hanno proposto- conclude - ne abbiano almeno per i milioni di cittadini che in essa si riconoscono sia sotto il profilo culturale, sia sotto quello politico".
da Libertà
