Data: 15/09/2008
Oggi, primo giorno di scuola, studenti, insegnanti e genitori troveranno alcune novità introdotte dal decreto approvato in Consiglio dei Ministri il 28 agosto e adesso al vaglio della Camera. Voto in condotta (che farà media), educazione alla cittadinanza e maestro unico alle elementari sono i cambiamenti introdotti dal ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini. «La scuola - ha spiegato l'esponente di Governo - deve rimettere al centro la persona e preparare i ragazzi ad essere consapevoli dei propri diritti e doveri: questo l'obiettivo di un provvedimento che delinea un progetto educativo in ogni scuola». I ragazzi riceveranno quindi un'educazione ambientale e alla salute, un'educazione stradale e sarà ripristinato il voto in condotta: la valutazione farà media, l'iniziativa si configura come deterrente del fenomeno del bullismo. Infine, a partire dal prossimo anno si torna alla figura del maestro unico, che per il governo «costituisce un punto di riferimento per i bambini più piccoli».
Un pacchetto di misure che, a caldo, sono state bocciate dal Ministro ombra del Pd Pierluigi Bersani che non crede nell'utilità delle novità: il voto in condotta «affronta un problema, ma non va confuso con la riforma della scuola». E «non so se così si vince il bullismo o si sedano le espressività dei ragazzi. Insomma, un tema delicato viene trattato con l'accetta». Sul ritorno al maestro unico, «non mi piace l'idea che il futuro lo cerchiamo tornando indietro, non è un messaggio educativo». Sul piano più politico, l'ex ministro, alla luce delle spiegazioni di Gelmini sull'esame sostenuto a Reggio Calabria, ritiene che «Gelmini non può fare il ministro». Infine, Bersani la invita ad «una discussione pubblica. Con l'occasione potremmo svolgere qualche considerazione sul significato e valore della coerenza personale nell'esercizio di funzioni pubbliche».
Sempre in casa Pd, Paola de Micheli si dice «assolutamente d'accordo» con educazione civica e voto in condotta. «E' necessario - spiega - ripristinare le priorità culturali legati alla coesione sociale ed al rispetto dell'altro e della cosa pubblica». La reintroduzione del maestro unico invece «mi sembra la conseguenza della necessità di far quadrare il bilancio alla luce dei tagli di Tremonti». Per la deputata «non c'è dietro né un modello educativo, né un modello organizzativo. Inoltre mi domando dove ha intenzione di mettere tutti quegli insegnanti giovani che hanno frequentato numerosi corsi di formazione, sia al sud che al nord. La Ministra ricordi - conclude - che se lei è avvocato lo deve al suo esame sostenuto a Reggio Calabria». Per Maurizio Migliavacca le misure sono «un polverone per mascherare i drastici tagli alla scuola». Due i provvedimenti «condivisibili»: la reintroduzione del voto in condotta, «giusta perché rafforza il senso di appartenenza alla comunità scolastica e educa al rispetto delle regole». Così come «l'educazione civica, ambientale, sanitaria e stradale, anche se pare un proclama perché non si capisce dove si troveranno le risorse». Ma, avverte, «non si spacci tutto questo come una riforma della scuola». Il maestro unico «deriva sostanzialmente dalla logica di tagli indiscriminati». Per Migliavacca invece «l'offerta didattica deve essere ampliata, con nuovi saperi: lingue straniere, tecnologie, attività fisica». «La scuola italiana aveva bisogno di uno scossa e il Ministro Gelmini gliela ha data», è il giudizio del deputato Pdl-An Tommaso Foti, per il quale «tornano i voti tra i quali quello in condotta e vanno in soffitta i giudizi, spesso incomprensibili per i genitori ed imbarazzanti per gli studenti». E poi «torna il maestro unico e va in soffitta il team di tre insegnanti. La maggiore parte degli italiani, io tra loro, ha avuto un'unica maestra elementare e non ha mai patito né sotto il profilo pedagogico, né sotto quello educativo». Foti ricorda poi che «tornano i testi scolastici non modificabili per cinque anni e vanno in soffitta rincari e speculazioni pagate dalle famiglie italiane». Infine, «torna il grembiule per i consigli di circolo che lo vorranno e va in soffitta la sfilata di moda fin da piccoli». Insomma, «la Riforma Gelmini? Altro che passo indietro, io la definisco un ritorno al futuro».
Favorevole a tutte le novità anche il leghista Massimo Polledri che, anzi, vorrebbe anche l'introduzione di «un'educazione alla gestione dei sentimenti». Il maestro unico «risponde ad una filosofia educativa» anche se serviranno altre figure specialistiche per l'insegnamento di inglese e informatica. Ok al voto in condotta dalla Lega e sul grembiule «non ci vedo niente di male. Credo che a scuola i bambini debbano essere tutti uguali».
Marta Tartarini
