Camera

Riformare il fisco
in tempo di crisi

Data: 25/01/2010

Una riforma del fisco in tempo di crisi? Per il ministro dell'Economia si può fare, ma non subito, entro il 2013. Quindi, dopo le regionali di marzo, quando ci sarano tre anni di ?tregua elettorale' si potrà lavorare per ridurre le pressione fiscale. Dopo le dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi che aveva indicato in due aliquote la semplificazione fiscale da attuare a breve, Tremonti ha precisato le intenzioni del governo.
Duro il commento del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, per il quale quella del governo è una "irresponsabile giravolta: quando si tratta di ridurre le tasse la crisi c'è, quando si tratta di fare propaganda si parla di rifoma fiscale, quando si tratta di passare dalle parole ai fatti si fa la giravolta. Questo - aggiunge l'ex ministro - è un modo irresponsabile non solo di governare, ma anche di comunicare l'agenda del paese. E' per fronteggiare la crisi che dobbiamo fare un'operazione sul fisco, in termini di potenziamento della capacità di consumi delle fasce medie e basse e in termini di sostegno alla crescita degli investimenti. Tanto è vero che tutti i paesi del mondo nella crisi stanno discutendo di questo".
Per Maurizio Migliavacca il dibattito sul fisco rileva "ancora una volta l'anomalia italiana per cui si va avanti a slogan: Berlusconi dice che abbassa le tasse, poi che non si può e poi che forse farà qualcosa. Il centrodestra agita i problemi in chiave propagandistica, invece di risolverli". Invece, "in Europa anche in paesi con deficit significativi come il nostro si agisce più seriamente". Per il coordinatore della segreteria "la riforma si può e si deve fare, siamo disponibili a parlarne domani" e va fatta "per sostenere il reddito delle famiglie in difficoltà e le imprese che investono e difendono l'occupazione. Come? Mettendo sotto controllo la spesa pubblica, chiedendo qualcosa di più a chi non paga le tasse e a chi ha di di più".
La riduzione delle tasse "si può fare" per Paola De Micheli, ma "ci devono essere alcune condizioni: una seria revisione della spesa pubblica, che esclusi gli enti locali, aumenta di oltre 10 miliardi anche quest'anno. La seconda condizione è legata al federalismo fiscale: il governo è partito male. Il primo decreto delegato prevede il trasferimento di competenze demaniali ai comuni, ma è una cosa che non c'entra poco con la possbilità di riequilibrare le deleghe e la spesa di comuni provincie e regioni". Infine per la deputata Pd "è necessario spostare la fiscalità generale dalle persone e imprese, alle cose. La vera manovra anticiclica sarebbe quella di introdurre una nuova tracciabilità dei pagamenti".
L'obiettivo resta in casa centrodestra. Per Massimo Polledri "è evidente che il sistema ha bisogno di essere riformato. Il carico fiscale, oggi, è insostenibile: la gente lavora otto mesi all'anno per pagare lo Stato: l'Italia è al primo posto nei paesi Ue in fatto di tassazione sul lavoro. C'è poi un evidente divario tra Nord e Sud. Se al Settentrione i tributi si pagano e salati, al Meridione l'evasione tocca livelli intollerabili". Il deputato leghista ricorda che al Sud "in materia di Irap il 61% dell' imponibile non sarebbe dichiarato, il triplo del Nord e anche di più. Passando alle addizionali Irpef, si registra un tasso di irregolarità pari al 19,6% nel Sud contro il 9,3 nel Nord". Polledri indica quindi la necessità di "aumentare di almeno il 10% gli assegni familiari per chi ha dai quattro figli in su. Ad oggi non ci sono le condizioni per il quoziente familiare, che avrebbe costi insostenibili per il bilancio statale. Occorre piuttosto uscire dalla logica delle deduzioni e incrementare il meccanismo delle detrazioni. Ci dobbiamo lavorare. Quel che è certo è che senza i soldi del tanto vituperato scudo fiscale oggi non potremmo intavolare alcun discorso sul tema".
Tommaso Foti precisa: "Il centrodestra non ha fatto alcun passo indietro. Il governo Berlusconi e la sua maggioranza hanno sempre avuto due obiettivi da realizzare entro la fine della legislatura: una riforma del fisco incentrata sulla semplificazione del sistema e la riduzione delle tasse". Per il deputato Pdl " il riordino del sistema fiscale si baserà su bonus e malus. Bonus per famiglie, lavoro, ricerca e tutela dell'ambiente. Malus per speculazione finanziaria e sprechi ambientali. Manterremo gli impegni presi e gli italiani - sottolinea Foti - ci giudicheranno sulla base di ciò che avremo realizzato. E' per altro ovvio che la riduzione delle imposte dovrà necessariamente tenere conto dell'enorme debito pubblico che grava sul nostro Paese e della auspicata ripresa dell'economia mondiale".
Marta Tartarini

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