Data: 02/02/2009
Deve riprendere il dialogo tra palestinesi e israeliani e la tregua deve diventare pace duratura. Dal Pdl al Pd, passando per la Lega, tutti concordano sull'obiettivo, mentre divergono le strategie e, soprattutto, il giudizio sulla politica estera del governo.
Dall'opposizione, Paola De Micheli definisce la situazione "molto complessa" e giudica "un grave errore tentare di semplificarla. La diplomazia internazionale ha commesso alcuni errori come quello di spingere alle elezioni la Palestina, convinti che così si sarebbe esportata la democrazia, senza poi riconoscere l'esito delle urne, ossia la vittoria di Hamas". Per la deputata del Pd "questa delegittimazione non ha fatto altro che radicalizzare le posizioni. Il resto dell'errore consiste nel continuare ad esprimersi pro o contro qualcuno, un irresponsabile atteggiamento che produce, come unica conseguenza, l'inferocirsi dello scontro".
Detto ciò, "l'unica via per ottenere la pace è il dialogo, che deve essere bilaterale affinché la pace sia biunivoca e duratura. Colpisce molto l'assoluta latitanza del governo italiano che a suo tempo, con il ministro D'Alema, era stato protagonista di un ottimo lavoro che ha portato alla tregua in Libano".
Maurizio Migliavacca illustra le proposte del Pd: "passare dalla tregua a un cessate il fuoco duraturo, prevedere una forza di interposizione che blocchi l'arrivo di armi e permetta quello di aiuti umanitari. Poi lavorare per una ripresa del dialogo politico, incoraggiando le forze moderate su entrambi i fronti per arrivare a 'due popoli, due Stati'". Per questo "molto può fare la nuova amministrazione americana e anche l'Europa". Sul fronte interno, Migliavacca nota che "il governo italiano ha svolto un'azione quanto meno debole, non ha voluto assumere una propria iniziativa come è nella tradizione italiana: la Dc, il Psi e il governo Prodi hanno sempre difeso l'esistenza di Israele, ma anche tenuto aperto il dialogo con i palestinesi moderati".
Il ministro ombra del Pd Pier Luigi Bersani è stato a Ramallah nei giorni della crisi. Così Bersani riferisce dell'incontro con Nemer Ammad, consigliere politico del presidente dell'Anp, Abu Mazen: "Ho ascoltato parole molte forti di condanna per l'intervento israeliano e ho percepito la radicata e sincera convinzione dell'autorità palestinese intorno a questi punti fondamentali: senza l'accordo di pace ogni battaglia, anche la più sanguinosa, può solo prolungare la guerra senza mai concluderla; non si tratta solo di Gaza, anche la Cisgiordania alla lunga non reggerà la tensione". Poi "la politica israeliana sta distruggendo il ruolo e il prestigio dei moderati e questo provocherà l'espansione a macchia d'olio dell'integralismo non solo in Palestina, ma in tutto il Medio Oriente". Per Bersani "bisogna assolutamente che la comunità internazionale trovi la chiave per fermare la guerra, che l'Europa faccia con più forza la sua parte e che l'Italia si metta nel gruppo di testa e non di coda all'iniziativa europea".
Per il Pdl, Tommaso Foti sottolinea che "senza l'unità dei palestinesi non ci sarà nessuna pace nella striscia di Gaza. In Medio Oriente non esiste altra strada oltre a quella del dialogo e la soluzione non può essere che quella di due popoli e due Stati che convivano pacificamente". Un obiettivo, nota il deputato di An, "non facile da raggiungere se si pensa che ci sono Paesi che soffiano sul fuoco. Per comprendere ciò che accade nella Striscia di Gaza e quello che muove Hamas bisogna guardare a Teheran e non solo a quello che si agita all'interno del popolo palestinese". Ed era "prevedibile che anche dopo il cessate il fuoco ci fosse qualche scontro: ad una pace duratura, tuttavia, si potrà arrivare solo se i palestinesi metteranno da parte le divisioni interne e che, in più occasioni, hanno assunto le sembianze di una vera e propria guerra civile fratricida".
Plaude al governo, il leghista Massimo Polledri: "Il governo si è mosso bene anche in sede europea, difendendo Israele e dimostrando massima fermezza nei confronti di Hamas". L'esponente del Carroccio evidenzia poi il tema umanitario e il "ruolo della Croce Rossa che ha prelevato una quindicina di bambini palestinesi malati bloccati nelle case permettendo così di curarli in Italia". Inoltre, "si è aperto un canale per curare bambini palestinesi da medici italiani negli ospedali a Gerusalemme". Bene anche spingere per un "piano Marshall" per la regione mediorientale, "con tutte le difficoltà di non avere un interlocutore unico palestinese".
Marta Tartarini
