Data: 21/07/2008
di MARTA TARTARINI
Redditi in affanno, inflazione che galoppa e consumi al palo. Gli indicatori economici del Paese sono univoci e la sindrome della quarta settimana appare superata, nel senso che buona parte delle famiglie italiane è in difficoltà a sopportare i costi della terza. Tutte le forze politiche concordano sulla riduzione del potere d'acquisto dei salari, per poi dividersi sulle ricette per contrastare la crisi.
Proprio in questi giorni nelle aule parlamentari si discute della manovra economica estiva del governo. Per Pdl e Lega la manovra, insieme al decreto fiscale, contiene i primi interventi utili per dare respiro alle famiglie, mentre il Pd attacca denunciando che "non c'è nulla per i salari".
Tommaso Foti nota che "il governo di centrodestra, con l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e la detassazione degli straordinari, ha rimesso un po' di euro nelle tasche degli italiani, inopinatamente saccheggiate dal governo Prodi". Per il deputato Pdl, inoltre, i provvedimenti che a breve saranno approvati "serviranno a sostenere la produzione industriale, favorire la nascita di nuove imprese e ad eliminare inutili e costosi iter burocratici. Il bonus di 400 euro previsto dalla social card per i più bisognosi - continua - è uno schiaffo alla sinistra caritatevole e solidale solo a parole". Foti parla anche della sanità, comparto da cui arrivano forti proteste. "Lo strillare delle Regioni che non hanno ottenuto l'aumento dei fondi sanitari nella misura pretesa, è pretestuoso ed immotivato: i recenti episodi di sperpero di denaro pubblico in Lombardia, Lazio ed Abruzzo (con l'arresto del Presidente della Regione) confermano che solo tagliando l'improduttiva spesa pubblica si costringono le amministrazioni a dare buoni servizi a giusti costi per lo Stato".
Per il Carroccio "con l'abolizione dell'Ici sono arrivati 150 euro in più nelle tasche degli italiani e con la detassazione degli straordinari arriva qualcosa per i dipendenti privati, mentre gli statali hanno avuto retribuzioni più alte rispetto al settore privato". Massimo Polledri evidenzia anche, tra le misure a favore dei redditi, "la negoziazione dei mutui e la social card tanto vituperata, che è comunque qualcosa". Sulla sanità, "abbiamo chiesto sacrifici ai manager" e più in generale "abbiamo contenuto la spesa e aumentato i fondi per la sicurezza. Arriva una sforbiciata forte agli sprechi". Il deputato della Lega vede "un problema strutturale: mancano i soldi, ma noi li abbiamo presi da banche, assicurazioni e petrolieri, non dagli operai".
Del tutto insoddisfatti i deputati del Pd. Maurizio Migliavacca punta il dito sullo "scenario che produrrà effetti di erosione del potere d'acquisto delle famiglie. La situazione è difficile in tutta Europa - aggiunge - ma l'impressione è che questa maggioranza non ci prova neanche: prosegue la campagna elettorale con altri mezzi, fa propaganda senza affrontare lo shock e fa una manovra che genera un aumento delle imposte, non ha misure significative sul reddito e taglia la sanità". Ma cosa si potrebbe fare? "Aggredire la spesa corrente improduttiva e continuare l'azione per aumentare la fedeltà fiscale, recuperando così risorse per sostenere i redditi in modo strutturale. Noi abbiamo proposto la diminuzione di un punto all'anno delle aliquote e di adeguare le pensioni minime. Poi serve un impegno per le infrastrutture, ricerca, scuola e formazione".
Per Paola De Micheli "nella manovra economica non c'è nulla per i salari. Il governo ha continuato ad aggiungere norme e ci sarebbe voluto più tempo per esaminarla, anche nell'interesse della maggioranza perchè credo che per loro poteva essere migliorata". La deputata prevede che "bisognerà tornare su pubblico impiego, scuola ed enti locali. Il patto di stabilità è un'evoluzione di quello del governo Prodi, ma sancisce ulteriori sacrifici per i Comuni, che per Piacenza sono di oltre 2 miliardi". Insomma, "è una manovra depressiva, con la 'Robin Hood tax' che finirà col pesare sui consumatori". La card "darà solo 18 euro l'anno e poi non si incide sulla spesa corrente e si tagliano gli investimenti. Al governo - chiude - è mancato coraggio".
Allarmato il ministro ombra dell'Economia: "Con questa politica economica e con questa manovra abborracciata e confusa - attacca Pier Luigi Bersani - lo tsunami dell'inflazione si scaricherà sui salari, pensioni e consumi, mentre il governo si mette al riparo i settori protetti". L'esponente del Pd nota che la finanziaria risulta "pericolosamente confusa" e "non c'è ancora nulla per far fronte allo tsunami dell'inflazione che si scaricherà sui salari e i consumi. Una ricetta che non va bene".
