Data: 26/01/2007
Si è rivelato un vero e proprio duello all'arma bianca quello andato in onda dall'aula della Camera dei deputati Tommaso Foti, nelle vesti dell'avvocato dell'accusa e il dottor Luigi Scotti, sottosegretario alla Giustizia ed ex magistrato.
All'interpellanza di Foti datata novembre 2006 che chiedeva al Governo urgenti iniziative per far fronte ai "condivisibili" scioperi degli avvocati piacentini contro le liberalizzazioni della legge Bersani, il Governo ha opposto oggi in aula una lunga disamina della situazione dell'organico del Tribunale di Piacenza, che "non è delle peggiori" - ha dichiarato il sottosegretario. Mentre lo stesso ha lasciato solo all'ultima frase un accenno al discorso delle liberalizzazioni invitando a non «strumentalizzare certe situazioni per il bene dei cittadini».
E certo non si è fatta attendere la replica spietata di Foti. «E' difficile dichiararsi soddisfatti per una risposta che è una non risposta. Non so se sia stata mal letta o mal scritta o mal capita, ma è evidente che il senso di questa interpellanza non era assolutamente quello dato dal rappresentante del Governo. Poneva in realtà una questione di metodo al Governo, al fine che lo stesso recuperasse quel rapporto di equilibrio e collaborazione con il mondo forens, è pericolosamente messo in discussione dalla legge Bersani sulle liberalizzazioni». Così Foti ha iniziato la replica oggi nell'aula della Camera dei Deputati alla risposta resa dal Governo. Il parlamentare di An, nel biasimare la risposta resa dal sottosegretario in ordine all'organico del Tribunale di Piacenza, la cui rimarcata funzionalità «è stata ottenuta nel quinquienno 2001/2006 grazie all'intervento dei deputati dell'allora maggioranza di centrodestra», ha sottolineato come i dati presentati dal Sottosegretario in aula siano stati assunti dalla cancelleria del Tribunale di Piacenza, la stessa - «e non l'interpellante» - «che ha denunciato al consiglio dell'ordine degli avvocati di Piacenza le mancanze di fondi e le carenze di strumenti (tra cui toner e fogli per fotocopie). Può un Paese che vuole competere con le maggiori democrazie europee fermarsi perché mancano i fogli della fotocopiatrice?».
da La Cronaca
