Data: 27/07/2008
Suscita ancora polemiche nel centrodestra la maratona consiliare su palazzo uffici che ha visto uscire sconfitta la linea dell'ostruzionismo dell'opposizione. Ieri il Circolo della Libertà "Società e Libertà Piacentina", nato a metà giugno nell'orbita della rete politica costituita dalla forzista Michela Vittoria Brambilla, ha tenuto una conferenza stampa per dire la sua su quanto avvenuto in consiglio.
I "brambilliani" fanno proprie le posizioni di Carlo Mazza (gruppo misto) che ha criticato quelli del centrodestra che si sono estraniati dalla lotta, assenti cioè dal consiglio o che all'ostruzionismo hanno partecipato poco. Nel mirino in particolare, è risultato evidente, Dario Squeri (Piacenza libera) e Massimo Polledri (Lega), gli stessi su cui ieri si sono concentrati gli strali del Circolo della Libertà presieduto da Giampiero Maggi.
Nessuno è stato mai citato («Parliamo in generale», hanno detto Maggi e il suo vice Matteo Maiorana, «molti hanno i loro buoni motivi per non essere presenti, però se non si va in consiglio e nelle commissioni, poi non ci si lamenti se sembra che la giunta governi da sola, l'aula e gli elettori meritano rispetto»), e tuttavia è parso esplicito il riferimento specie a Squeri e Polledri. I "brambilliani" hanno parlato di «impegni lavorativi che si protraggono da tempo», e il pensiero corre al leader di Piacenza libera; lo stesso dicasi per gli «impegni istituzionali» che non possono che riferirsi al deputato leghista Polledri, occupato alla Camera quando in Comune c'era la maratona consiliare.
A questa stregua «meglio decidere di lasciare spazio» ad altri, «a chi si dedica all'attività comunale per fare opposizione», ha incalzato Maggi invitando gli assenteisti a dimettersi. Un invito interessato, viene peraltro da dire se si pensa che Maggi è il primo dei non eletti della Lega Nord, nelle cui file un anno fa si era candidato al consiglio, dunque in caso di dimissioni di Polledri sarebbe lui a subentrargli.
Ma non ci sono intenzioni polemiche, ha assicurato il presidente del circolo, piuttosto la obiettiva presa d'atto di un quadro politico in Comune non incoraggiante in chiave di elezioni 2009: «Se restano così le cose, capisco perché Reggi è convinto di vincere anche le provinciali. Dobbiamo invece tenere coeso il centrodestra. E anche contro palazzo uffici, che consideriamo uno sperpero di soldi, occorre continuare la battaglia e se da settembre ci sarà una raccolta di firme il nostro impegno non mancherà».
Se il Circolo della Libertà sposa i giudizi di Mazza, ne prende invece le distanze Sandro Ballerini (FI-Pdl) che dice di non condividere le critiche («In consiglio abbiamo perso con dignità») pur giustificandole con «la delusione per la sconfitta». Dopo un affondo all'indirizzo del sindaco che nella sua dichiarazione finale in aula su palazzo uffici «ha mancato di stile parlando di un'opposizione cinica e cattiva» («Come facciamo a rispondere pacatamente se ci impongono un cambiamento della città senza coinvolgerci?»), Ballerini se la prende con l'onorevole Tommaso Foti (Pdl-An) che pure si è mostrato critico con la prova data dall'opposizione in consiglio: «A lui saremo apparsi come un'armata Brancaleone, ma ad altri no. Con questa opinione dimostra di non avere sensibilità per un'operazione che abbiamo portato avanti con dignità e intelligenza».
Così Ballerini, che a Foti contesta anche la sua idea (v. Libertà di ieri) di avere una lista dei sindaci del centrodestra alle provinciali: «Sono decisamente contrario, i sindaci è bene che facciano il loro mestiere, chi l'ha detto che devono essere anche nella corsa per la Provincia? Con Trespidi (segretario di FI, ndr) siamo d'accordo che occorre cercare il coinvolgimento della società civile, e comunque è Forza Italia che per prima deve esprimersi sulla partita elettorale. Fare nomi ora (ho sentito quello di Patrizia Barbieri che non è mai stata nella Casa della Libertà) è il modo migliore per portarci a litigare e perdere».
Gustavo Roccella
gustavo.roccella@liberta.it
