Camera

«Scorie nucleari a Caorso?
Ipotesi senza fondamento»

Data: 09/10/2008

CAORSO - Non potrà esserci una consulta nazionale Anci parallela a quella dei Comuni soggetti a servitù nucleare. I Comuni e le Province limitrofe alle sedi d'impianti, se lo vorranno, potranno partecipare agli incontri della consulta esistente, coordinata dal sindaco di Caorso Fabio Callori. Quanto alle voci che vedrebbero Caorso e Trino Vercellese in pole position come sede del deposito di scorie radioattive, non hanno fondamento. Il primo cittadino Callori replica così ad alcune questioni emerse martedì pomeriggio nel summit di amministratori a Cremona per discutere della redistribuzione delle compensazioni ambientali. E se il sindaco si prepara a scrivere una lettera agli amministratori piacentini limitrofi a Caorso, per spiegare loro «la verità» sulle questioni emerse a Cremona, due battute sulle voci relative al deposito nazionale arrivano anche dal parlamentare di An Tommaso Foti e dal capogruppo caorsano di opposizione Roberto Biselli (Caorso 2000). «La stampa dovrebbe riportare notizie come quella pubblicata oggi dal Sole 24ore: l'assegnazione dei lavori di smantellamento di Caorso per 12milioni di euro, non parlare di riunioni di enti che spingono per avere i soldi ottenuti da Caorso con la legge 368» ha esordito Callori. «Scriverò una lettera agli amministratori piacentini, per chiarire la posizione sulla consulta Anci e sul tesoretto. L'Anci - ha proseguito - non farà una consulta alternativa, se gli enti locali interessati vorranno si può pensare a un incontro per farli poi assistere alle nostre riunioni». «Nel documento da noi sottoscritto - aggiunge Callori - andiamo incontro ai territori vicini alle sedi di impianti. Non chiediamo che le Province siano escluse dalla ripartizione dei fondi, ma diciamo che avrebbero dovuto spendere quelli già ricevuti a favore dei paesi vicini ai nostri». Quanto alle voci sul deposito nazionale «sono prive di fondamento: le sedi si conosceranno quando il ministero lo comunicherà». Neppure Sogin è al corrente delle possibili scelte del Ministero: non sono questioni di sua competenza, precisa l'ufficio stampa. «Non so da dove abbiano ricevuto queste dotte notizie gli amministratori piemontesi - commenta Foti - a me non risulta. Si deve ancora decidere se fare un deposito in superficie o sotto terra, ora non avrebbe senso fare nomi di possibili siti». «E' un campanello d'allarme - considera invece Biselli - saranno voci di corridoio, ma fanno paura, perché c'è il rischio di rivedere Caorso candidato per ospitare nuove centrali o un deposito. Caorso 2000 è preoccupato per un ritorno al nucleare sia nazionale sia a Caorso». E sul tesoretto: «Nulla di male nella redistribuzione dei fondi - dice Biselli - ma è importante che i soldi ricevuti da Caorso non comportino il ritorno delle barre nel nostro Comune».
E intanto procede il decommissioning di Caorso e Sogin esprime soddisfazione per la delibera dell'autorità per l'energia elettrica e il gas che per il 2008 si baserà sull'efficienza e l'efficacia- si afferma in una nota di Sogin - e in questo modo si sostengono gli obiettivi di accelerazione della dismissione e di riduzione dei costi di funzionamento.
Alessia Strinati

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