Data: 18/01/2007
Amato lascia accesa una piccola fiammella di speranza per la scuola di polizia. Il ministro dell'Interno lo ha detto ieri rispondendo, al question time alla Camera, al deputato piacentino di An, Tommaso Foti. Quest'ultimo ha anche sottolineato come non sia una buona scelta il trasferimento della Polstrada in viale Malta, invitando Amato a non farsi «abbindolare» da chi avanza queste proposte.
La scure dell'Unione si è abbattuta su sette delle 13 scuole esistenti. Quattro hanno già tirato giù la saracinesca. Ora si deve scegliere fra le nove rimanenti. Giuliano Amato: «Le altre tre verranno scelte nel novero delle restanti nove, ma nessuna decisione è stata presa. E Piacenza fa parte di questo lotto di scuole escluse dalla chiusura e tra le quali ne verranno selezionate tre».
Ma la speranza resta in bilico. Amato, infatti, ha anche ricordato come a penalizzare viale Malta - i dati sono stati riportati ieri da Cronaca sulla base del progetto di Riorganizzazione degli istituti di istruzione - ci sia la scarsa ricettività (237 posti), la mancanza di un piazzale utile per l'addestramento e «una pressione per possibili utilizzazioni diverse, in primo luogo la questura, che così avrebbe il suo poligono di tiro e la polizia stradale che ha bisogno a Piacenza di una collocazione migliore». Insomma, una situazione in bilico.
Ma battersi con tutte le forze per far restare la scuola di polizia in città è Foti. Nel question time, il deputato di An ha ricordato i motivi per cui la scuola non andrebbe chiusa - istituto di eccellenza, che potrebbe ospitare un terzo dei mille allievi previsti dai concorsi, un poligono di tiro all'avanguardia - e ha invitato Amato a «fare verifiche con sopralluoghi reali non lasciandosi "abbindolare" da richieste del tipo "potremmo metterci la polizia stradale"».
Poi, ha continuato il proprio duello a distanza con Bersani, già duramente accusato di immobilismo e di non aver fatto nulla per evitare che la scuola venisse chiusa, ironizzando: «Bersani, pochi giorni fa a PIacenza, ha dichiarato che ben poche sarebbero le speranze della città di vedere mantenuta la scuola. Il ministro Amato, invece, ha evidenziato come la chiusura della scuola sia solo un'ipotesi tra le altre. Penso che ci siano margini di manovra e ritengo che con una mobilitazione si potrebbe scongiurare un'eventualità che ritengo assurda per diversi motivi, soprattutto per l'eccellenza della scuola stessa e per i miliardi (circa 25, di vecchie lire, una decina di anni fa, ndr)da poco spesi per la sua ristrutturazione. Bersani, che sosteneva che non si possono trattare le scuole di polizia come gelaterie, farebbe bene ad impegnarsi insieme alle istituzioni locali per scongiurare la chiusura di quella di Piacenza, la sua città, visto che a detta di Amato il tutto è ancora in ipotesi. Altrimenti farebbe bene a fare il gelataio anziché il ministro».
Foti, che aveva presentato l'interrogazione a risposta immediata con una nutrita pattuglia di parlamentari di An, aveva chiesto al ministro se «non intenda, nell'ambito dei propri poteri istituzionali, assumere urgenti iniziative, volte a scongiurare la chiusura della scuola allievi agenti, e in ogni caso di chiarire quali motivazioni, inesistenti a giudizio degli interroganti, siano sottese all'adozione di un provvedimento che appare manifestamente irragionevole».
Fin da subito Foti si era schierato a favore della scuola, mobilitandosi con un'interpellanza a cui Amato ha dato risposta ieri.
Insomma, un colpo di scena dopo che il ministro Pier Luigi Bersani aveva prima dichiarato di vedere un spiraglio, poi, dopo due giorni, di non vederlo più. Ora per la scuola di viale Malta si riaccende un altro lumicino.
da La Cronaca
