Data: 02/10/2010
Il consiglio provinciale aperto fa dimenticare le spine del fianco dell'amministrazione Trespidi sul caso Allegri. Perché sulla scuola non ci sono dimissioni che tengano. I dirigenti scolastici vogliono avere un quadro chiaro sulla "salute" di istituti, docenti e, soprattutto, prospettive future. Lo dice chiaramente la partecipazione di ieri al consiglio provinciale. Nessuno scaglia una "pietra", o almeno non a toni accesi, sull'operato dell'assessore provinciale Andrea Paparo. E neppure tanto su una regione che, per bocca di Giancarlo Cerini, dirigente Miur (ministero istruzione, università e ricerca), dice di essere abituata "a stringere la cinghia". Non si cerca tanto un colpevole quanto di portare a casa risposte. A cosa? A un quadro su cui c'è ancora da lavorare.
INSEGNANTI "NONNI" E GIOVANI PRECARI L'Emilia Romagna intanto spicca per l'età avanzata degli insegnanti. Qual è la conseguenza? Che i giovani insegnanti hanno difficoltà ad inserirsi nella scuola. Certo che, come precisa il consigliere-onorevole del Pdl Tommaso Foti la «scuola è fatta per educare e non la si crea sulla base del numero di insegnanti» ma sta di fatto che dai dati forniti da Stefano Molina, coordinatore scientifico dei rapporti 2009-2010 sul sistema scolastico della Fondazione Agnelli, in Emilia si entra a scuola come docente intorno ai 40 anni e dopo, come minimo, 11 anni di precariato.
CRISI DI VOCAZIONI. INSEGNANTI DAL SUD «Il problema a Piacenza - prosegue Molina - non è arginare gli insegnanti meridionali ma riconoscere che in questa zona c'è carenza di vocazioni». E, a voler spulciare a fondo tra i curricula e fare le pulci, il 43,3 per cento degli insegnanti neoassunti nelle sedi scolastiche delle varie province emiliano romagnole nel 2009-2010, quelli che quindi staranno in cattedra per vent'anni, non ha titolo universitario.
PRESIDE ANDENA, "NON CI SONO SEGNI DI RECUPERO" Teresa Andena, dirigente scolastica, vicepresidente del Collegio dei dirigenti scolastici della provincia di Piacenza, si appella alla rete di relazioni con gli enti locali, un'azione necessaria perché «dobbiamo trovare un equilibrio tra il presidio culturale che la scuola vuole essere e il problema delle risorse finanziarie che ha raggiunto un apice nel 2007-08. E ancora non ci sono segni di recupero del pregresso».
SINDACATI, "TAGLI DEVASTANTI" Manuela Calza della Cgil propone un documento concordato con Cisl, Gilda e Snals: «Non è stata autorizzata una prima serale da 25 alunni al Romagnosi, idem all'alberghiera. Risulta insufficiente la dotazione organica di sostegno. Chiediamo al consiglio di sostenere le battaglie delle organizzazioni sindacali e della scuola».
ASSESSORE PAPARO, "PRESTO TAVOLO TECNICO" Tira le fila dell'incontro l'assessore Paparo: aOggi per la prima volta è stato convocato un incontro tecnico sul nuovo piano dell'offerta formativa in Regione, oggi avremmo potuto avere la presenza dell'assessore regionale Patrizio Bianchi, ospite del Comune. Sarebbe stato utile. Ma non fa niente - smorza possibili polemiche - lo inviteremo in altre occasioni». «Per le materne - ricorda - l'anno scorso siamo interventi in cinque Comuni con una certa fatica, abbiamo sottoscritto un protocollo. Anche quest'anno l'amministrazione provinciale sosterrà i Comuni».
FOTI (PDL), "PARLIAMO DI COSA FARE QUI" A Marco Bergonzi del Pd, dopo che l'odg sulla scuola presentato dalla minoranza non è stato approvato, non vanno giù le modalità del consiglio: «Sarebbe stato interessante ascoltare le diverse voci del territorio scolastico». Foti stringe i toni: «Anziché polemizzare o parlare del nazionale avreste potuto chiedere ad esempio degli impegni nel settore dell'edilizia scolastica. E non dimentichiamo che dal prossimo anno la Provincia dovrà dare alcune linee di indirizzo di programmazione scolastica».
Elisa Malacalza
