Data: 22/02/2010
Riforma a lungo attesa o meri tagli di spesa? Il provvedimento sulle scuole superiori del Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (da lei definito "riforma epocale"), divide il mondo politico. Bocciatura secca dal Pd, il cui segretario Pier Luigi Bersani dichiara che il riordino della scuola superiore "non è una riforma, è un taglio epocale alla scuola pubblica che ci allontana dall'Europa e nega pari opportunità di educazione e di lavoro ai ragazzi e alle ragazze. Un taglio di risorse, di competenze e di tempo".
Per Bersani "vengono largamente penalizzati i saperi tecnico-scientifici e tagliate le ore di laboratorio negli istituti professionali. Un riordino dettato solo dalle esigenze di bilancio di Tremonti, che non permette alla famiglie e ai ragazzi una scelta consapevole di un percorso formativo. La scelta compiuta a 13 anni diventa nei fatti irreversibile per la grande differenza di programmi proposti dai diversi percorsi formativi sin dal primo biennio, favorendo la dispersione scolastica".
Maurizio Migliavacca parla di "riforma Tremonti, perché risponde alla logica di un taglio di risorse: si riducono orari, si tagliano le cattedre. Mentre in tutta Europa - osserva il coordinatore della segreteria nazionale - si amplia l'offerta formativa, da noi il governo la restringe con la conseguenza di amplificare tutti i mali della scuola e le disuguaglianze della società italiana. La nostra è una critica radicale".
Per Paola De Micheli "sono i numeri a confermare che la situazione della scuola italiana è preoccupante. Le risorse destinate al settore, da parte del Ministero, nel 2010 sono state ulteriormente ridotte rispetto al 2009: tagliati 227 milioni in totale, di cui 129 milioni di euro sul personale e 98 sul funzionamento". A Piacenza e Provincia il quadro, continua De Micheli, è "complicato dal fatto che le scuole locali vantano crediti per circa 6 milioni di euro. Non solo, è stata data indicazione ai dirigenti scolastici di non considerare completamente tali crediti nella stesura dei propri bilanci, violando di fatto ogni norma per la regolare stesura degli stessi. Di fronte a questa dissennata politica di tagli - chiude la deputata - l'unica prospettiva è quella del ridimensionamento dei servizi: negli istituti piacentini si potranno coprire solo in parte le supplenze".
Positivo il giudizio della Lega nord. Per Massimo Polledri si tratta di "una riforma attesa e necessaria che va nella direzione della semplificazione e dell'allineamento del nostro sistema scolastico ai più alti standard europei e migliora l'accesso al mondo del lavoro". Non solo, "uno dei punti per cui ci siamo spesi è che la riforma prevede misure, rivolte soprattutto agli istituti tecnici, per garantire un legame con il territorio e con la realtà produttiva". Per quanto riguarda il mondo del lavoro "gli istituti professionali, potranno beneficiare del potenziamento del sistema degli stage, dei tirocini e dei percorsi di alternanza scuola-lavoro. Per quel che concerne i licei, il ministero ha messo mano a un impianto che perdurava, pur con modifiche, dalla legge Gentile del 1923. Positiva la scelta di insegnare una materia non linguistica in lingua straniera nell'ultimo anno scolastico". Polledri chiude così: "Per dare forma pienamente compiuta al processo di riordino e ristrutturazione occorrerebbero altri fondi, ma bisogna fare di necessità virtù".
Per Tommaso Foti, deputato Pdl, la riforma Gelmini "segna un passo fondamentale verso la modernizzazione del sistema scolastico italiano. Vengono razionalizzati i piani di studio, si privilegia la qualità e l'approfondimento delle materie riconoscendo ampio spazio all'autonomia delle istituzioni scolastiche. Insomma, si volta pagina. Per quanto riguarda i licei, per consentire alle famiglie e agli studenti di compiere scelte chiare. Quanto agli istituti tecnici, che sono attualmente 1.800, suddivisi in 10 settori e 39 indirizzi, il riordino prevede che siano divisi in 2 settori: economico (2 indirizzi) e tecnologico (9 indirizzi) ". L'augurio del parlamentare, infine, è che "da parte di tutti, soprattutto di coloro che sono parte integrante del sistema scolastico ed educativo, la riforma Gelmini sia valutata senza ostili pregiudizi".
