Data: 03/07/2010
Cassata l'ipotesi di riprendere il festival Carovane - come proponeva invece in un'osservazione la Cgil - sono altre le carovane che preoccupano e sono fatte dai 50mila veicoli che ogni giorno transitano sulla via Emilia in attesa dell'invocato ponte sul Trebbia o di una qualche soluzione che decongestioni il tratto tra Fiorenzuola e Castelsangiovanni, come già anticipato dalla recente approvazione unanime dell'odg su una bretella tra la A1 e la A21. Se da un lato quindi quasi paradossalmente la minoranza esulta perché è stata accolta parzialmente l'osservazione del sindaco di Rottofreno Giulio Maserati che va nella direzione di realizzare una pista ciclabile chiamata "Annibale" che colleghi San Nicolò, Gragnano, Gazzola, Travo, Rivergaro e Gossolengo viene da chiedersi se i pendolari saranno costretti ad imbracciare la bicicletta anziché restare incolonnati in auto. Scatta la ricerca di uno sbocco a una via Emilia che "sta esplodendo" sottolinea Massimiliano Dosi della Lega nord.
È l'osservazione 98 ad infiammare, come previsto, il consiglio. Presentata dalla Camera di commercio chiedeva la famigerata autostrada a quattro corsie, un passante sud tra Fiorenzuola e Castelsangiovanni. Gli uffici non usano mezze misure, il tracciato non è compatibile. La necessità di un passante autostradale è comunque riconosciuta e quindi la palla passa al Piano regionale integrato dei trasporti. L'osservazione della Camera di commercio finisce con l'essere approvata parzialmente. Ma l'approvazione ha fatto storcere il naso alla minoranza. «Le quattro corsie - ha chiosato l'ex presidente Gianluigi Boiardi di Nuovo ulivo - taglierebbero l'area agricola più importante che abbiamo. L'esigenza di scaricare il traffico è giustissima ma dobbiamo trovare un passante autostradale per la città». Per il consigliere e onorevole Tommaso Foti del Pdl non è questo il nocciolo del discorso: «Voglio smontare questa banalità. Chiunque abbia letto le controdeduzioni sa che non sarà fatta un'autostrada a 4 corsie. Approvando parzialmente l'osservazione ci facciamo capo di inserire un tassello di attenzione». Un campanello di allarme, insomma, perché, ha proseguito l'onorevole, «lo status quo attuale non tiene più e proprio a ragione dell'interconnessione, grosso vantaggio per chi già utilizzava l'autostrada ma non per chi utilizzava il tratto di tangenziale libera. Ponte del Trebbia? Sì, ma bisognerebbe anche pensare al raddoppio del tratto di tangenziale tra Montale e Pc sud altrimenti ci ritroviamo con l'imbuto che per l'ennesima volta fa scoppiare Piacenza. Sia chiarito - ha precisato il consigliere - che qui dentro non si traccia nessuna nuova linea stradale». E in ogni caso c'è un'emorragia viabilistica che non si concentra solo nell'asse delle vie Emilia. Oltre al ritorno nel dibattito della viabilità ko della val Nure, è il consigliere Maurizio Villa del Pd a portare avanti la voce di territori "soffocati": «Sembra che la provincia si fermi a Fiorenzuola».
malac.
