Camera

Sicurezza, immigrati
e Italia multietnica

Data: 25/05/2009

Sicurezza, respingimenti di immigrati in mare, Italia multietnica. Il dibattito pubblico si è concentrato nelle ultime settimane su questi temi. La Camera ha approvato il disegno di legge sulla sicurezza, il governo è finito nel mirino delle autorità internazionali per la volontà di ricacciare verso la Libia barconi di migranti e il premier ha sostenuto di non volere un Paese multietnico.
Il Pd contesta la politica sull'immigrazione del governo Berlusconi. Paola De Micheli critica i respingimenti: "L'aumento degli sbarchi è la prova che la politica del terrore tanto cara al centro destra non funziona, anzi ha fallito. Personalmente - premette la deputata - non sono contraria ai respingimenti, purché agli aventi titolo si garantisca il diritto d'asilo, cosa che in Italia non è regolato per legge, ma solo da una convenzione". Per De Micheli è "necessario rafforzare le politiche di integrazione a cominciare dagli stranieri presenti regolarmente nel nostro paese". Conseguentemente è "fondamentale investire nell'integrazione dei più giovani, specie se minori". Rispetto al ddl, "no secco alle ronde, al reato di clandestinità e a tutte quelle norme che hanno addirittura il solo effetto di far sfuggire al possibile controllo molti degli immigrati irregolari, alimentando ulteriormente sacche di criminalità".
Per l'ex ministro Pier Luigi Bersani il disegno di legge sulla sicurezza "non va. Fra gli immigrati presenti nel nostro paese ci sono 680mila operatori della sanità e 700mila badanti regolari, non so quanti altri irregolari. Con questa legge se un anziano ha in casa una badante irregolare, domani mattina dovrebbe denunciarla". Il responsabile Economia del Pd aggiunge: "Non so come una maestra riuscirà a spiegare ad una classe dove ci sono bambini bianchi, neri e gialli che il presidente del Consiglio non vuole una società multietnica. Consiglierei al premier - chiude Bersani - di misurare le parole. Non dico i pensieri, ma almeno le parole".
Maurizio Migliavacca ritiene che il problema immigrazione è "non solo italiano" e che il governo lo "affronta nel peggiore dei modi, con slogan e senza alcuna iniziativa di integrazione. Con i respingimenti in mare si manda in onda uno spot, cinico perché sulla pelle di chi scappa dalla persecuzioni, e inefficace visto che la maggioranza dei flussi migratori clandestini arriva dall'est e non via mare". I respingimenti, aggiunge il parlamentare "sono uno strumento previsto, ma non in modo indiscriminato: o l'Italia è in grado di verificare sul territorio libico chi ha diritto all'asilo, oppure, se non può o non vuole farlo lì, lo deve fare sul territorio italiano". Più in generale, quello italiano è "l'unico governo a non fare politiche di integrazione dei regolari. L'Italia - è l'appello di Migliavacca- guardi a Francia, Germania e Usa, che attuano un rigore senza barbarie".
Nessuno spot, solo promesse mantenute per il centro destra. Il leghista Massimo Polledri evidenzia che il "provvedimento sulla sicurezza è stato fortemente voluto dalla Lega, unica ad aver mantenuto fino alla fine la sua posizione, senza cedere mai". La società multietnica "non si può imporre per legge, ma è frutto della storia di un Paese, non di una decisione presa dall'alto". Il deputato porta quindi dei dati: "A Piacenza quasi il 53% dei carcerati sono stranieri. Su 376 detenuti delle Novate, 198 vengono da oltreconfine. E la Polizia - continua - dichiara che su 293 persone denunciate dal 1 aprile 2008 al 31 marzo 2009, 180 sono stranieri". Per dire che "una non gestione dell'immigrazione porta a lasciare che i delinquenti arrivino a frotte". Insomma "se le politiche dell'immigrazione non hanno funzionato è per colpa dei giudici che non hanno applicato la Bossi-Fini, di una opposizione non attrezzata per declinare la politica sulla sicurezza, ma anche di parte del Pdl, non sempre all'altezza di una politica della fermezza".
Tommaso Foti ritiene che il ddl recentemente approvato alla Camera "è strumento serio che consente gli interventi necessari per garantire la sicurezza, anche attraverso la tolleranza zero nei confronti dei clandestini. Con buona pace di quella becera propaganda di sinistra, giunta addirittura a paragonare questi provvedimenti alle leggi razziali, i respingimenti in mare - continua il deputato Pdl - attuati anche dalla sinistra al governo nei confronti degli albanesi, sono regolati dalla legge del mare e quindi del tutto leciti: non hanno nulla a che spartire con il solidarismo peloso e si preoccupano di evitare un'assurda equiparazione tra immigrati clandestini e regolari". Foti infine si dice "pienamente d'accordo con Berlusconi quando, contestando il principio della multiculturalità, ha giustamente difeso l'identità italiana, e con essa i nostri costumi e le nostre tradizioni".
Marta Tartarini

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