Data: 15/06/2010
"Vietato mancare". Non è l'invito a una serata mondana, ma il perentorio messaggio che il coordinatore provinciale del Popolo della libertà Tommaso Foti ha inviato via e-mail ai consiglieri di centrodestra alla Circoscrizione 1. Stasera torna a riunirsi il consiglio di Quartiere e il leader azzurro non vuole che si ripetano gli episodi che tanto hanno fatto discutere nel recente passato: negli ultimi mesi, infatti, le sedute sono state più volte sospese o rimandate a causa della mancanza del numero legale, peraltro garantito in altre occasioni dalla minoranza di centrosinistra. Da un paio di settimane è scoppiato un vero e proprio caso, alimentato dalle accese rivolte dai consiglieri del Partito democratico alla maggioranza e alla presidente Alba Saggini: secondo Sandra Ponzini e Benedetta Corso il centrodestra non sarebbe più in grado di garantire la regolare funzionalità del consiglio stesso, proprio a causa dell'incapacità di assicurare il completo e regolare svolgimento delle sedute.
Tra le due democratiche e Foti c'è stato anche un prolungato e feroce scambio di attacchi, tra cui si è però inserito nel corso dell'ultima riunione un altro problema: a far saltare la seduta di dieci giorni or sono, infatti, non è stato il Pd, ma il consigliere leghista Carlo Segalini. «Mette in difficoltà la Saggini perchè vuol fare il presidente», è stata l'accusa degli azzurri, in particolare del capogruppo Pdl Alberto Dosi.
Ecco quindi che il coordinatore provinciale Foti ha deciso nei giorni scorsi di scrivere un e-mail ai "suoi" per invitarli a non mancare la convocazione di stasera, invito esteso anche a Carlo Mistraletti (che non fa parte del gruppo Pdl) e a Piacenza Libera. Nella nota c'è un deciso richiamo a garantire la propria presenza e non manca un accenno alla Lega nord: «Saranno eventualmente altri - spiega Foti - ad assumersi la responsabilità di far mancare il numero legale». E non è detto che ciò non avvenga, visto che Segalini ha apertamente detto che non ha più intenzione di fare da ago della bilancia: se stasera o in altre occasioni sarà l'ottavo consigliere in aula, uscirà, facendo così scendere il numero dei presenti sotto la soglia minima necessaria (il consiglio è composto di 15 membri). Il leghista ha fatto così proprio nell'ultimo consiglio. In quella occasione, era il primo giugno, la minoranza era assente in blocco, è probabile che stasera gli esponenti democratici saranno invece in aula. Resta però l'incognita sul comportamento che terranno: una delle accuse che Foti aveva mosso al centrosinistra era proprio quella di essere usciti strumentalmente per far mancare il numero legale e bloccare così il regolare svolgimento delle sedute.
mir
