Data: 22/02/2011
Cerignale - A meno di una settimana di distanza dal summit dei sindaci della Valtrebbia in Provincia, previsto per lunedì, arriva la comunicazione dell'avvio dei lavori per la messa in sicurezza anche dell'abitato di Confiente, nel Comune di Cortebrugnatella, individuato come a rischio caduta massi da Anas e dalla Regione dopo le verifiche partite all'indomani della scomparsa, a ottobre, dell'imprenditore ligure Fabio Solari, schiacciato da un masso vicino a Marsaglia. Confiente non sarà evacuata ma la Statale sarà dotata di barriere paramassi e reti. Per quanto riguarda Ponte Lenzino, invece, l'avvio del cantiere era stato annunciato il 7 febbraio scorso, con un primo intervento della durata di tre mesi e del valore di 280mila euro per consentire il transito ai mezzi fino a 44 tonnellate.
IL SOPRALLUOGO - Mercoledì l'avvio dei due cantieri, a Confiente e a Ponte Lenzino, sarà ufficializzato, alle 11, nella sala consiliare del Comune di Cortebrugnatella. Per la Provincia saranno presenti il presidente Massimo Trespidi e l'assessore provinciale Sergio Bursi, con il dirigente Stefano Pozzoli. Attesi anche l'assessore regionale Paola Gazzolo, il nuovo direttore del compartimento Anas Fabio Arcoleo, il dirigente ufficio tecnico area manutenzione Vincenzo Orlando e i sindaci Ettore Bossini di Cortebrugnatella e Massimo Castelli di Cerignale. Resta da convocare il sopralluogo della Commissione ambiente alla Camera, attivato dopo la risoluzione dell'onorevole Tommaso Foti del Pdl qualche settimana fa.
LA DENUNCIA - Intanto il sindaco di Cerignale Massimo Castelli, tornato da Londra, non ha trovato su Ponte Lenzino il cartello "Statale 45, strada della vergogna" appeso su un terreno nelle vicinanze dell'infrastruttura dopo le quattro frane da crollo arrivate una dietro l'altra nel giro dei primi tre mesi a cavallo tra estate e autunno scorsi. Il sindaco è andato ieri pomeriggio dai carabinieri di Bobbio e ha presentato richiesta di denuncia contro ignoti: «Proprio quando devono arrivare i sopralluoghi istituzionali sparisce il cartello - commenta - questo è un gesto antidemocratico, quel cartello non era un attacco contro qualcuno in particolare ma voleva sensibilizzare i passanti. In quella vergogna mi ci metto anch'io, come amministratore. Io rimetto subito il cartello perché non bastano timidi segnali di visite istituzionali per farci abbassare la guardia».
Elisa Malacalza
