Data: 26/01/2011
ROMA - Dopo tre anni di compravendite in calo, per il settore immobiliare si è creata una situazione critica: a oggi sul mercato ci sono circa 120mila appartamenti invenduti. A lanciare l'allarme è stata ieri la Commissione ambiente della Camera nel documento conclusivo dell'Indagine conoscitiva sul mercato immobiliare. Ma la situazione non sembra lasciare presagire niente di buono e il peggio potrebbe ancora venire. La Commissione parla infatti di «elementi di preoccupazione per il permanere di una tendenza negativa nel settore delle costruzioni che, a differenza di altri settori industriali, non sembra avere ancora toccato il punto minimo della caduta ciclica». Governo, Parlamento, Comuni e Regioni - ha detto il ministro per le infrastrutture e i trasporti Altero Matteoli - devono continuare a lavorare per trovare una soluzione al problema abitativo. «Una soluzione che non accontenterà tutti ma risolverà, se pur parzialmente, i problemi legati alla casa».
A relazionare sul lavoro svolto è stato il parlamentare piacentino Tommaso Foti che ha tracciato il quadro emerso della situazione abitativa attuale nel nostro Paese e gli input da affidare al Parlamento: in primo luogo, l'idea della cosiddetta "cedolare secca", recepita nello schema di decreto sul federalismo municipale, che punta a rimodulare positivamente il mercato degli affitti, oltre a produrre una significativa emersione del nero, così come evidenziano gli studi. L'intervento prevede, oltre un'aliquota ordinaria sugli affitti del 23%, un'aliquota agevolata al 20% per i contratti a canone concordato, con l'obiettivo anche di creare un fondo per le famiglie, con particolare riguardo al numero di figli a carico.
«La Commissione - ha aggiunto Foti - ha preso atto di alcune richieste venute in ordine alla necessità di una semplificazione delle procedure per quanto riguarda la possibilità di recupero degli immobili invenduti o inutilizzati, che ritengo debba essere uno degli elementi portanti di una nuova allocazione degli immobili sul mercato anziché pensare sempre e soltanto alla possibilità di nuove costruzioni, che oltretutto determinano un sempre maggiore sperpero del Paese».
Nel corso della audizioni - spiega Foti - è emersa la consapevolezza unanime di dover intervenire con misure fiscali in materia di affitti, con una inaccettabile quota di affitti "in nero". Riguardo al mercato delle locazioni, la Commissione ha fatto propria la proposta volta ad estendere gradualmente il beneficio della detraibilità (a fini Irpef) dei canoni di locazione a tutte le tipologie contrattuali. Dalle Regioni e dagli enti locali è venuta la proposta di assumere iniziative dirette a sostenere il Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione e il Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa. Ulteriori proposte sono arrivate dagli enti locali, dagli operatori del mercato, dai rappresentanti degli agenti immobiliari, tutte volte da un lato ad agevolazioni fiscali, al conseguimento della disponibilità di aree pubbliche a costo ridotto, alla introduzione di "canoni di equilibrio" per gli alloggi di residenza pubblica e alla efficacia degli strumenti per garantire l'assegnazione degli alloggi Erp alle fasce più deboli, all'accesso al patrimonio immobiliare demaniale.
Tra le altre cose, Foti ha ricordato alcuni interventi del governo: l'istituzione del Fondo per l'accesso al credito per l'acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie, l'abolizione dell'Ici prima casa, la proroga al 2012 delle agevolazioni Irpef per le ristrutturazioni immobiliari, l'applicazione sulle stesse dell'Iva agevolata al 10% per il 2012 e successivi, la proroga al dicembre 2011 le agevolazioni per le riqualificazioni energetiche. Nel campo dell'edilizia sociale, ha sottolineato invece «l'amplissimo consenso» ottenuto dalla proposta volta a consentire ai Comuni di acquisire una parte del patrimonio immobili da destinare al mercato delle locazioni, misura sociale, ma anche di ristrutturazione urbana.
Si è infine parlato anche della riqualificazione del patrimonio edilizio nazionale, sia pubblico che privato. In tale quadro, ha detto Foti, «si inseriscono le proposte di legge all'esame della Commissione ambiente della Camera volte a realizzare un vero e proprio sistema di case di qualità certificate e a riqualificare il patrimonio esistente, con case e quartieri di qualità, che risparmino energia, non inquinino e garantiscano una moderna ed elevata vivibilità».
da Libertà
