Data: 12/11/2006
«Nel percorso della mia attività politica c'è tanta passione, ma mai la pratica della violenza che, invece e per contro, ho subito da parte di tanti amici di Montanari e di cui vi è abbondante traccia negli archivi della Digos e della Procura della Repubblica di Piacenza. Con le sue meschine allusioni il segretario provinciale di Rifondazione Comunista mi indica come un bersaglio da colpire». Lo sostiene l'onorevole Tommaso Foti, deputato piacentino di Alleanza Nazionale.
«Si tratta di una vecchia tecnica gappista volta a mettere all'indice l'avversario politico, in attesa che, magari approfittando della notte, ci si eserciti, come capitato in passato, con le chiavi inglesi sulla testa dell'obiettivo indicato. Per questo motivo - continua il parlamentare di An - ho telegrafato al questore di Piacenza informandolo di ritenere personalmente responsabile Roberto Montanari di quanto mi dovesse malauguratamente accadere».
da Libertà
