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Tempi: Botti lascia, cda azzerato

Data: 22/07/2010

Tempi Spa, Paolo Botti ha tirato il freno a mano. E ieri mattina, davanti al consiglio di amministrazione della società di trasporto pubblico piacentino ha rassegnato le sue dimissioni da presidente, ruolo che rivestiva da sette anni. Le avevano chieste a gran voce i soci dell'ente, Comune e Provincia. Lo hanno seguito a ruota i consiglieri Pier Luigi Scaglioni (Pd) e Athos Zanetti (Italia dei Valori) attuando nei fatti quell'azzeramento chiesto, da ultimi in ordine di tempo, anche dai parlamentari Tommaso Foti (Pdl) e Massimo Polledri (Lega). A reggere il timone in questa rapidissima fase sarà il collegio sindacale presieduto da Luigi Anceschi. E' la via indicata dal Codice civile e dallo statuto.
Ieri verso le 12.30, si è consumato in non più di mezz'ora l'ultimo atto della storia recente di Tempi dove si intrecciano politica (fra cui il cambio alla giunta provinciale) e l'effetto delle indagini giudiziarie per appropriazione indebita che hanno investito Botti come ex sindacalista e cofirmatario di un conto insieme a Gianni Salerno della Cisl. Un mix che ha indebolito il vertice di Tempi e ha spinto alla fine verso la soluzione radicale della "tabula rasa". Ma non era scontato che anche Scaglioni e Zanetti restituissero il mandato.
Ora l'accordo di massima più accreditato è che il Comune (socio di maggioranza al 60 per cento) esprima il nuovo presidente, mentre la Provincia (40 per cento) indichi i due consiglieri, con uno scatto in avanti rispetto al passato quando, giunta Boiardi, aveva potuto esprimere solo uno dei due membri del Cda.
Il cambio di direzione avrà tempi brevi, ribadisce l'assessore provinciale al bilancio Paolo Passoni. Una settima, dieci giorni al massimo. Per permettere ai due soci di scegliere i successori dei tre dimissionari.
All'assemblea in Palazzo Mercanti, Botti è arrivato un po' in anticipo sugli altri, è apparso disteso e per nulla nervoso. Prima di entrare, ha voluto ricordare gli ultimi passaggi per riportare il disagio di chi si attendeva prima le dimissioni nell'alveo di un percorso preciso: «Ho preso parte all'assemblea di Tempi nel mese di giugno, e i soci, pur avendo io ribadito che le vicende che mi riguardano non sono collegate in alcun modo a Tempi, hanno chiesto le dimissioni, mi ero riservato una brevissima pausa di riflessione - spiega - tutte le polemiche che sono seguite mi sembrano pretestuose, nei giorni immediatamente successivi ho riconvocato nei tempi previsti dalla legge e dallo statuto questa nuova assemblea per presentare le dimissioni».
La bufera giudiziaria sul conto "tute blu"? «Ribadisco quello che ho sempre detto, non mi è mai pervenuta nessuna comunicazione ufficiale rispetto a presunti illeciti che riguarderebbero anni antecedenti il mio ingresso in Tempi». L'indagine c'è, ma Botti all'assemblea ha detto anche di non essere mai stato ascoltato dagli inquirenti. Il pressing per le dimissioni? «Ribadisco la mia totale estraneità a qualsiasi illecito però, per senso di responsabilità, era giusto arrivare qui, i soci me lo hanno chiesto. Spero che tutto si chiarisca in tempi rapidi».
Oggi è il futuro del trasporto pubblico locale il primo pensiero in agenda per il sindaco Roberto Reggi e per il presidente della Provincia Massimo Trespidi che al termine dell'assemblea hanno diramato una posizione unitaria: «Le dimissioni erano state richieste da Comune e Provincia per avviare un progetto condiviso che ponga le basi al futuro dell'Azienda e in particolare al trasporto pubblico locale» è la premessa.
Si sottolinea poi l'importanza di aver avviato «un percorso comune per migliorare la rete dei trasporti in tutto il territorio provinciale, per contemperare l'esigenza di rendere più efficiente il servizio e dare risposte efficaci ai bisogni di mobilità dei cittadini».
Per entrambi si tratta di individuare, a breve, un nuovo partner industriale «affidabile», che sia in grado di portare risorse economiche per alimentare gli indispensabili nuovi investimenti senza i quali il servizio pubblico perderebbe quella qualità che oggi i cittadini «giustamente pretendono». «Al tempo stesso - si fa notare - sarà necessario avviare un processo di aggregazione con analoghe realtà territoriali, migliorando i conti dell'Azienda e riducendone i costi».
Patrizia Soffientini
patrizia. soffientini@liberta. it

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TommasoFoti
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