Data: 12/05/2009
di MARTA TARTARINI
Apoco più di un mese dal terremoto che ha colpito l'Abruzzo è ancora alta l'attenzione dell'opinione pubblica: più che valutare l'efficienza dei soccorsi, ora si cerca di capire come avverrà la ricostruzione e ci si chiede se la decisione del governo di trasferire da la Maddalena a l'Aquila la riunione del G8 sarà di aiuto alla popolazione o meno.
«Di fronte alle scelte del governo nell'opinione pubblica c'è sempre l'interrogativo se si tratti di iniziative serie o viziate da esigenze di immagine e propaganda». Così Pier Luigi Bersani, responsabile economico del Pd, commenta la decisione di tenere il G8 a L'Aquila. «Per questo abbiamo auspicato che questa scelta sia ben ponderata. E le prime evidenze non tranquillizzano né sul lato delle risorse già impegnate in Sardegna, né su quello della funzionalità». Sulle risorse destinate alla ricostruzione, «Tremonti non dica che vengono dalla buona amministrazione e non si azzardino a toccare i Fondi per le aree sottosviluppate e le risorse per le infrastrutture nel Sud. Gli 8 miliardi sono troppo pochi per la ricostruzione e il decreto sul terremoto, così com'è, non va».
Maurizio Migliavacca si trovava a l'Aquila poche ore prima del sisma per incontrare i vertici locali del partito e ci tornerà oggi per un'assemblea regionale. «Come sempre - commenta il deputato piacentino - nell'emergenza l'Italia mostra il suo lato migliore, quello della solidarietà e dell'efficienza della Protezione civile. Ora bisogna passare dall'emergenza alla ricostruzione, dalle promesse ai fatti». Per Migliavacca i protagonisti «devono essere i cittadini e gli enti locali, mentre nel governo noto una certa tendenza all'invadenza». Inoltre «bisogna far tesoro delle migliori esperienze, quella umbra e friulana, prevedendo meccanismi trasparenti e celeri, e assegnando le risorse direttamente alle popolazioni».
Più in generale «si dimostra che non si fa abbastanza prevenzione ed è ingiustificabile che, dal 2004, anno di approvazione della legge sulla edilizia antisismica, si siano sprecati sei anni». Sul G8, «speriamo non si tratti dell'ennesima passerella».
Per Paola De Micheli «non si possono commentare i provvedimenti perché al momento non c'è molto di concreto». Dopo «la commozione e la solidarietà» ora serve «qualcosa di più concreto a partire dal verificare con estrema puntualità le responsabilità di quanto è accaduto, perché sia chiaro che delle responsabilità ci sono». Poi è necessario «concentrarsi su una rapida ricostruzione che possa garantire un nuovo sviluppo di quell'area, senza perdersi in spot elettorali che hanno il solo risultato di rallentare i lavori. Speriamo che quanto è successo possa servire da lezione per cercare di evitare che simili disastri non si ripetano, sottolineando in primo luogo la revisione del piano casa».
Per la deputata il Governo deve e può «fare molto di più senza intervenire sul carico fiscale, riordinando le poste di bilancio nazionale (come fanno i comuni anche lo stato può risparmiare moltissimo) e soprattutto dentro ad un piano di coordinamento nazionale» con «più poteri e responsabilità agli enti locali che hanno conoscenza del territorio».
Nel centrodestra, Tommaso Foti ritiene che il G8 a l'Aquila è «fondamentale per risollevare l'Abruzzo. L'ampio ventaglio di provvedimenti approntato dal Governo, il soccorso immediato alle popolazioni, l'impegno per la rapida ricostruzione degli abitati sono la migliore dimostrazione della volontà e capacità di fare dell'esecutivo. Come nei giorni dell'emergenza rifiuti di Napoli - aggiunge il deputato - anche in Abruzzo, in una situazione ben più drammatica. Berlusconi e il centrodestra hanno saputo mettere da parte le chiacchiere: ne sono la riprova gli sgravi fiscali ed i sussidi di disoccupazione subito concessi». Per Foti «la vicinanza, anche fisica, che dal primo giorno Berlusconi e il governo hanno dimostrato agli abruzzesi, trova puntuale seguito nella scelta di spostare il vertice del G8 a l'Aquila, segnale fondamentale per la ripresa della Regione».
Anche per Massimo Polledri «la gente ha avuto l'impressione che il governo si sia mosso subito: hanno parlato i fatti, non parole di circostanza, ma un dramma avvertito a tutti i livelli». In quei giorni «ci siamo sentiti tutti abruzzesi, la popolazione si è mobilitata in maniera composta e laboriosa. Si è avvertita la voglia di non rivedere i disastri dell'Irpinia, dove vidi personalmente, quando arrivarono con estremo ritardo, caravan e roulotte con i simboli del Partito Comunista e della Democrazia Cristiana». Per il leghista è buona l'idea del G8, perché «servirà a far sentire maggiormente che il mondo è vicino al dramma degli abruzzesi e a indurre misure internazionali per fronteggiare l'emergenza e finanziare la ricostruzione. Ci auguriamo - chiude - che la ricostruzione sia una sfida, anche per rilanciare l'economia».
