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Terzo ponte sul Po, avanti tutta

Data: 14/09/2010

Il progetto del terzo ponte sul Po e della relativa lunga bretella di collegamento andrà avanti: questo sembra essere il risultato dell'incontro avvenuto ieri tra gli assessori provinciali Bursi e Barbieri con l'assessore regionale Alfredo Peri e i sindaci dei comuni interessati. Nonostante negli ultimi tempi si fossero levate alcune voci "contro", specialmente in relazione all'effettiva utilità dell'opera.
L'incertezza è dovuta al fatto che la parola definitiva si potrà avere solo dopo la conferenza dei servizi, convocata per il 21 settembre a Roma. Intanto, Provincia e Regione sembrano essere d'accordo sul proseguimento del progetto, pur con le ultime migliorie apportate sulla base delle osservazioni presentate dagli enti coinvolti, in primis i comuni. Le modifiche principali riguardano la nuova dislocazione delle aree verdi di compensazione e l'eliminazione della bretella tra il casello di Castelvetro e la rotatoria con la statale 10 (il denaro risparmiato servirà per finanziare il collegamento con la Cispadana). La bretella a nord del paese, tra l'autostrada e il ponte in ferro, al momento sarà differita, in quanto non ritenuta di imminente necessità. In più si prevede la creazione di caselli autostradali "snelli", con corsie monodirezionali.
IL NODO DELLA CISPADANA «Dove finirà tutto il traffico proveniente dalla Cispadana? » si è chiesto Gian Luigi Boiardi in un confronto - anche animato - con l'onorevole Tommaso Foti e l'assessore Patrizia Barbieri. «Il traffico dei mezzi pesanti continuerà a riversarsi tra San Pietro e Cortemaggiore, come già succede. Con il casello in località Fontanazza tutto sarebbe più semplice, perché esiste già la bretella di collegamento all'A21 e all'A1».
«È un progetto che noi abbiamo ereditato da voi e che noi abbiamo cercato di integrare con le richieste presentate» ha risposto Sergio Bursi.
LE PERPLESSITÀ «Intanto alcune perplessità - oltre che in esponenti di una parte politica in teoria favorevole al progetto - erano già nate in Regione riguardo al mancato aggiornamento dei flussi di traffico da parte di Centropadane» aggiunge Foti. «La Provincia deve dire chiaramente se ritiene ancora che l'opera sia fondamentale oppure no. Mi sembra di capire di sì, superando quindi l'osservazione fatta dalla stessa Regione».
SALVA NONNA QUERCIA L'altra novità rilevante emersa dalla commissione è che "Mina", la quercia secolare di Oppiazzi minacciata dal progetto è salva. Come ha spiegato il tecnico provinciale Davide Marenghi, «la quercia non sarà abbattuta ma sarà compresa in un'area verde compresa tra le misure di compensazione». Secondo l'ultimo progetto, la distanza tra il manufatto e Nonna Quercia sarà circa di 50 metri. «Tutti i giornali hanno continuato a parlare della quercia in maniera insistente, senza conoscere il problema - ha detto Foti -. Persino l'onorevole Realacci, in un'interrogazione parlamentare, ha ribadito che "il progetto presuppone il taglio della quercia secolare". Ma basta conoscere il progetto per capire che il rischio non esiste e che la verità storica è un'altra».
Adesso si attende innanzitutto il parere dei sindaci coinvolti, che si pronunceranno nei rispettivi consigli comunali. E, comunque, prima della conferenza dei servizi, dove - precisa Bursi «i Comuni saranno i primi a parlare: poi parlerà la Regione e subito dopo interverrà la Provincia».
Cristian Brusamonti

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