Data: 30/04/2010
Circola la voce che il tesoretto della Provincia per la compensazione della centrale nucleare di Caorso sia ridotto di 800mila euro. Ma l'onorevole Tommaso Foti rassicura: «Non c'è motivo di allarmarsi, sono voci che circolano a seguito di un'interpretazione errata dei fatti. Il tesoretto è sempre di un milione e 900mila euro». Non è stato intaccato dalle voci invece il tesoretto del Comune di Caorso: «La cifra è di circa due milioni di euro. Stamattina - ci ha detto ieri il sindaco Fabio Callori - ho inviato il rendiconto al Ministero per il 2007. Aspettiamo l'erogazione».
Intanto, è tempo di bilanci per i Comuni del Piacentino. E, in alcune sedute di consiglio comunale, anche estranee all'area della Bassa, salta fuori spesso l'espressione "Aspettiamo il tesoretto della Provincia". Ma basterà il tesoretto? Ieri è circolata in provincia la voce che la "piccola cassaforte" in mano al Cipe avrebbe potuto essere tagliata e perdere circa 800mila euro. Una fuga di notizie che ha fatto tremare i polsi a chi ci spera. Il tesoretto, effettivamente, è nell'ultimo periodo la via di salvezza ipotizzata da alcuni sindaci - o meglio dalle loro aspirazioni - diventando un prezzemolo per strade, progetti e buchi nel territorio da rattoppare. Ma l'assessore provinciale al bilancio, Paolo Passoni, frena: «Attenzione. Il tesoretto è di materia ambientale, non possiamo farci quello che vogliamo, i Comuni potranno avere delle ricadute dalle nostre proposte ma cerchiamo di arrivare a un vantaggio per tutta la collettività. Inoltre, aspetto di vedere il decreto nero su bianco per capire se ci saranno ulteriori vincoli. L'ipotesi è tutt'altro che remota, dobbiamo leggere bene tutti gli atti che arriveranno». Collettività o, al massimo, una ricaduta positiva per i territori della "cintura" intorno alla centrale. Sembra, quindi, che alcune ipotesi siano in campo nel settore della Protezione civile o legate ai monitoraggi di Arpa. Ma è ancora tutto da stabilire: il pensiero va anche al recente avvelenamento del Po, ad esempio. La bonifica non è di competenza provinciale ma un sostegno ai Comuni rivieraschi che hanno chiesto una centralina di monitoraggio (700mila euro la spesa ipotizzata) lungo il Grande Fiume per prevenire altri disastri potrebbe essere un'altra chiave di svolta per le sorti del tesoretto. Soprattutto, però, adesso il tesoretto deve arrivare. «Ho chiamato stamattina gli uffici di competenza - ci ha detto ieri l'assessore Passoni - la procedura che riguarda Piacenza non risulta ancora protocollata, non c'è nulla di ufficiale, restiamo in attesa di saperne di più e ci fidiamo di quanto dicono i parlamentari perché prima di tutto, teoricamente, la notizia dovrebbe arrivare prima a loro che a noi un Provincia. Poi, potremo procedere a costruire con la giunta una proposta sotto forma di variazione di bilancio e sottoporla al consiglio provinciale».
e. m.
