Data: 14/08/2009
«La sentenza del Tar del Lazio che ha vieta ai docenti di religione di partecipare agli scrutini, concorrendo a determinare il voto finale degli studenti, è discriminatoria e va annullata nei successivi gradi di giudizio. La decisione del ministro Gelmini di ricorrere al Consiglio di Stato contro la detta sentenza, quindi, è giusta ed è opportuna». Lo afferma il deputato Tommaso Foti (Pdl).
«Chi sceglie liberamente di studiare una materia deve essere valutato», sostiene il parlamentare, «tanto più se sceglie di approfondire un elemento essenziale della cultura nazionale». «Uno Stato autenticamente laico», aggiunge Foti, «dovrebbe preoccuparsi di valorizzare tutte le identità e non vi è dubbio che nel nostro Paese il fenomeno religioso ha una propria dimensione sociale e culturale che si esprime con presenze significative in moltissimi settori della società». «La sentenza del Tar del Lazio è invece un fuori luogo», a giudizio dell'onorevole, «atteso che il nostro ordinamento prevede la possibilità di scegliere se frequentare o meno l'ora di religione, lasciando quindi a tutti libertà di culto e considerando l'insegnamento cattolico una materia scolastica al pari delle altre».
«Decisioni della magistratura come quella in esame», conclude Foti, «realizzano una somma ingiustizia, conculcando i diritti della stragrande maggioranza degli studenti. Non sono più accettabili decisioni della magistratura fondate su di un'ideologia relativista che contrasta con il sentire profondo della nostra gente».
