Data: 09/06/2009
Trespidi ha vinto non solo perché appoggiato da tutto il Pdl, coordinato da Tommaso Foti, artefice di questo successo, e da tutto il centro-destra unito, compresa la Lega, ma perché ha saputo fare le alleanze giuste, ha saputo coltivare e rafforzare il rapporto con la Lega di Polledri e Parma, giunta al record del 17% in provincia, ha saputo intercettare i voti moderati, gli interessi della gente e ha saputo, soprattutto, capire bene la voglia di cambiamento che cresceva nella società. Una "forza tranquilla" quella di Trespidi, un presidente determinato, corretto, con una capacità di unire e di ascoltare. Un presidente che ha creduto nell'orgoglio del centro-destra, nell'entusiasmo dei suoi giovani che ha saputo motivare (ha fatto il professore sino a pochi minuti prima dell'elezione).
Boiardi e il centro-sinistra, invece, hanno perso seccamente non solo alle Provinciali ma anche in tanti Comuni storicamente della sinistra. Ma è soprattutto la sconfitta di Boiardi, un "presidente solo", sicuro delle sue verità. Una sconfitta che parte da lontano, dalla vittoria del 2004, dalle scelte degli assessori, dalle prime difficoltà di dialogo con i partiti e gli schieramenti che lo appoggiavano. Una giunta dimostratasi debole, sin dall'inizio. Scarsa anche la capacità di comunicare e di fare gioco di squadra. Boiardi, come è nel suo stile, ha voluto sempre fare di testa sua, fidandosi di pochi "consiglieri" che forse gli hanno nascosto la realtà. Il risultato è che in questi cinque anni ha scontentato tutti, su molti temi, a partire dal PTCP, il piano territoriale di coordinamento provinciale. Scontenti molti sindaci, anche di centro-sinistra, gli imprenditori, gli agricoltori, i sindacati, le associazioni ambientaliste. Così è cresciuto l'isolamento di Boiardi.
Una campagna elettorale difficile quella di Boiardi che ha pagato un prezzo alto anche per il clima politico nazionale, per la crescente onda di destra in Italia e in Europa, e per la debolezza del Partito Democratico piacentino alla ricerca ancora di una sua identità e una leadership. Questo voto, certamente, aprirà all'interno del Pd e del centro-sinistra piacentino una profonda riflessione e porterà, si spera, anche ad un ricambio di classe dirigente.
Il presidente Trespidi si trova ora alla guida di una Provincia che ha i mezzi per vincere le sfide dei prossimi anni e dare impulso e concretezza a quelle scelte prioritarie e urgenti per realizzare nuovo sviluppo e "fare sistema" con le altre istituzioni. Ora tocca a Massimo Trespidi mettere insieme le migliori energie che il centro-destra ha al suo interno per una squadra di governo competente ed autorevole. Ci sono molte attese, ma il nuovo presidente - che speriamo sarà il presidente di tutti i piacentini - dovrà saper scegliere il meglio per il bene della comunità.
C'è tanto da fare. I problemi incalzano e le decisioni attendono di essere prese. Un solo consiglio, Presidente Trespidi: non si chiuda nel Palazzo, resti - come ha fatto in queste settimane di campagna elettorale e come ha annunciato ieri sera dopo l'elezione - tra la gente, l'ascolti e realizzi quella sintesi politica di confronto e partecipazione con l'obiettivo di lavorare bene come Amministrazione Provinciale sia con i sindaci di centro-destra che con quelli di centro-sinistra. Ottima la scelta di incontrarli tutti, come primo atto, in una sorta di Stati Generali della Provincia. Sì, Presidente, il territorio deve essere il suo ufficio. Scelga, signor Presidente, già nei primi cento giorni, quei tre-quattro problemi urgenti e non più rinviabili e li porti a soluzione. Saremo il suo pungolo quotidiano nel ricordarle le promesse e le cose da fare. Dia una scossa al mondo economico, lavori per fare squadra e cerchi alleanze in Emilia e in Lombardia. Il futuro di questa straordinaria e fortunata terra va costruito aprendosi ancora di più e scommettendo sulle nuove opportunità.
Buon lavoro, Presidente Trespidi.
Gaetano Rizzuto
