Data: 02/08/2005
«Questo marchio rappresenta il più bell'esempio di marketing territoriale per l'Italia, per rendere più bello il nostro Paese».
E' soddisfatto il deputato di Alleanza nazionale, Tommaso Foti, dopo l'approvazione alla Camera (344 sì e 6 no) del disegno di legge per la riqualificazione dei centri storici e dei borghi antichi d'antichi d'Italia. Ora, il testo passerà all'esame del Senato. La legge prevede uno stanziamento di 75 milioni di euro in tre anni (un terzo per i borghi antichi, compresi nei paesi fino a cinquemila abitanti) per risistemare e dare lustro ai tanti piccoli gioielli che ecessitano di opere, per dare maggiore visibilità in ambito turistico e riqualificarne l'offerta.
Il disegno di legge è frutto di una sintesi bipartisan di tre progetti presentati da Foti, Tino Iannuzzi (Margherita) e Margherita Coluccini (Ds). Il 21 luglio, la Camera, ha detto sì al testo composto di soli 4 articoli. Si riqualificheranno i centri più belli da punto di visto architettonico e urbanistico, un'operazione che avrà notevoli riflessi sul turismo e la rivitalizzazione di posti spesso sconosciuti ai più.
Inoltre, sarà creato un fondo nazionale presso il ministero
dell'Economia. Se il disegno di legge passerà anche al Senato, dove è stato trasmesso il 25 luglio, entro tre mesi verranno individuati i paesi da equiparare ai centri storici «ai quali assegnare il marchio di "borghi antichi d'Italia". A tal fine - si legge nel comma 4 del'articolo 1 - il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, sentita l'Associazione nazionale dei comuni italiani, definisce i relativi parametri qualitativi di natura storica, architettonica e urbanistica».
Foti, ieri mattina, ha illustrato il disegno di legge alla stampa. Il deputato di An ha ricordato anche la querelle nata con Coluccini sulla definizione di borghi antichi o belli. «Ad esempio - ha detto Foti - Veleia Romana è un posto antico, ma non ha una bella presentazione.
Oppure Ottone, dove c'è un chiesa stupenda, ma una strada per raggiungerla che non è all'altezza.
Con questa legge il borgo antico potrà diventare bello. I piccoli centri che hanno delle bellezze artistiche da valorizzare, con il marchio, avranno più visibilità sulle riviste di settore, sulle guide.
E a catena, anche le attività che sono su quel territorio verranno rivitalizzate, penso all'agroalimentare o ai ristoranti. Insomma, l'offerta turistica verrà riqualificata dando elementi distintivi ai centri storici». A beneficiare dei contributi, una volta approvata definitivamente la legge, saranno non solo gli Enti pubblici, ma anche
i privati. E che la legge fosse apprezzata da entrambe le coalizioni, Foti lo ha sottolineato ricordando con piacere che «il primo sindaco che mi ha telefonato dopo l'approvazione alla Camera è stato quello di Castellarquato, Alberto Fermi».
da La Cronaca
