Camera

Una via a Carlo Tassi?
Centrosinistra diviso

Data: 30/05/2008

La proposta di intitolare una via di Piacenza a Carlo Tassi è sul tavolo già da qualche tempo. Porta la firma del deputato della Lega Massimo Polledri che ha formalizzato specifica richiesta alla commissione comunale toponomastica. Senza che la cosa abbia sin qui sollevato grande dibattito. Niente di paragonabile alle polemiche infuriate a Roma in questi giorni per la dedica di una strada a Giorgio Almirante, lo storico segretario del Movimento sociale italiano a cui da sinistra vengono oggi rinfacciate le convinte posizioni degli anni '40 a favore delle tesi razziste fatte proprie dal nazi-fascismo.
Se da noi la proposta di intitolazione di una via al politico piacentino scomparso nel 1994 e noto a tutti come l'onorevole in camicia nera per l'abitudine di caratterizzare il suo abbigliamento con espliciti richiami cromatici al fascismo non ha creato rumore - solamente si segnalano le perorazioni della causa arrivate dal figlio Marco, consigliere comunale di An-Pdl, e da Tommaso Foti, deputato di An-Pdl, ma anche la dichiarazione possibilista del sindaco Reggi - sarà per i motivi che così prova a riassumere Paolo Botti, segretario provinciale del Pd, il partito del sindaco: «Un conto è avere fatto certe dichiarazioni compromettenti, un conto è avere portato la camicia nera. Mi sembra che dal punto di vista della tenuta dei principi democratici non ci sia mai stata polemica su Tassi. Certo, occorre analizzare caso per caso, ma differente è essere stati solo esponenti dell'Msi o essere di fronte a posizioni razziste, i livelli non mi sembrano paragonabili».
Ben diversi i commenti che arrivano da altri settori del centrosinistra, quelli più a sinistra. Gianni D'Amo, ad esempio, consigliere comunale e leader del movimento civico Cittàcomune, ritiene che «sia Roma che Piacenza possano anche fare a meno di queste cose». «Non capisco bene che tipo di operazioni siano, che cosa si voglia fare», considera D'Amo, «penso che ognuno abbia il passato politico che ritiene, ma non credo che si debbano onorare con delle vie i passati politici sbagliati. Lo dico in generale, a me non verrebbe mai in mente di proporre l'intitolazione di strade e di piazze con dei nomi che non possono fare altro che suscitare delle divisioni; l'uso della toponomastica per fare dei conti storici e politici mi sembra sbagliato. Ci sono i luoghi della polemica politica e quelli della ricerca storica e non vanno confusi, sarebbe ora che questo Paese facesse i conti con la sua storia».
Tranchant nel dichiarare il suo no è il segretario provinciale di Rifondazione comunista Roberto Montanari: «Pur con tutta la stima umana nei confronti della persona, non mi sembra il caso di intitolare la via a un fascista dichiarato e orgoglioso di esserlo. Poiché la toponomastica ha un valore di riferimento culturale per la comunità, io non credo che intitolare strade ai fascisti sia un bell'esempio.
Stessa linea da parte del presidente provinciale dell'Anpi (associazione partigiani), Mario Cravedi: «Meglio lasciar perdere. A che titolo intitolargli la via? Ce ne sono decine di politici che hanno dedicato alla propria città tutto quello che potevano dare, ma a nessuno hanno intitolato una via. È stato uno stimato avvocato? Ma quanti avvocati hanno lasciato un segno in città. Per principio sono contrario a dedicare strade a chi è morto, per qualunque ragione sia accaduto». Secondo Cravedi, l'iniziativa si spiega con «la moda di intitolare le strade ai fascisti»: «Avevano tentato anche con Bernardo Barbiellini (podestà di Piacenza nel Ventennio) che è stato uno squadrista». Quanto al deputato piacentino, «la sua storia politica la ritengo un ostacolo e lo dice uno che quando, nel '72, Tassi venne aggredito, fu l'unico segretario politico (del Pci, ndr) che gli espresse solidarietà».
Comunque la cosa vada a finire, va chiarito che che a Tassi si potrà eventualmente intitolare non una via, ma qualche altro spaio urbano, dal momento che una via Tassi (Camillo, senatore del Regno) esiste già e i casi di omonimia sono vietati per evitare confusioni di stradario e viabilità. Potrebbe piuttosto trattarsi di un giardino pubblico, atto di competenza della giunta (non della commissione toponomastica come per la dedica di vie e piazze). Ma la cosa non è all'ordine del giorno dell'esecutivo di palazzo Mercanti, informa l'assessore competente Katia Tarasconi: «Non abbiamo aree verdi da intitolare in questa fase, oltretutto c'è da considerare le pregresse richieste da evadere come le vittime tra i vigili del fuoco o la tragedia delle mondine. Valuteremo tutto complessivamente. Su Tassi il sindaco ha fatto un'apertura, vedremo che cosa si potrà fare».
Gustavo Roccella
gustavo.roccella@liberta.it

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