Data: 23/07/2012
Piacenza con Lodi, un'eventualità che lascerebbe la nostra città come capoluogo di provincia. Nel grande Risiko che si sta giocando per evitare il taglio delle province - inserito nella spending review del Governo Monti - spunta l'analisi di Tommaso Foti, deputato del Pdl. I passaggi, nell'eventualità che non cambiasse nulla e che il decreto legge venisse convertito così com'è - e come tutto lascia supporre che così sarà - sono questi: se il Governo ci accorpasse a Parma (oppure a Reggio Emilia) perché non abbiamo né abbastanza abitanti né abbastanza territorio, i piacentini potrebbero scegliere attraverso un referendum, che lo stesso presidente della Provincia Massimo Trespidi ha ipotizzato nella lettera inviata ai parlamentari.
Per mantenere unita la provincia, l'Ente di via Garibaldi, dopo una delibera - «ci vogliono cinque minuti» ha detto Foti - e dopo il via libera della Cassazione, dovrebbe chiedere ai piacentini se preferiscono essere accorpati alla Lombardia. Questo nel caso si decidesse per l'intero territorio (un singolo Comune può solo chiedere di essere accorpato a una Provincia). E qui ci sarebbe il vantaggio per Piacenza. Ammesso che vincano le preferenze per la Lombardia, sarebbe il Consiglio per le autonomie locali della Lombardia a decidere se accoglierci. La risposta positiva sembrerebbe già scontata. Piacenza potrebbe unirsi con Lodi e in virtù del nostro maggiore numero di abitanti restare capoluogo. Questo avrebbe il grande vantaggio, per Piacenza, di inserirsi in "un'autostrada" Piacenza-Lodi-Milano (area metrolpolitana)-Brianza.
«Unendosi a Lodi, Piacenza resterebbe capoluogo di provincia»
„Se, invece, non si facesse nulla, si resterebbe accorpati a Parma, che ci spoglierebbe di numerosi centri direzionali e ci imporebbe le scelte politiche più favorevoli alla città del Ducato. Senza contare, che Piacenza resterebbe la cenerentola dell'Emila Romagna, o di ciò che ne rimane. Foti, nella conferenza stampa di questa mattina, 23 luglio, ha anche detto che lui come parlamentare - e così gli altri quattro colleghi piacentini - farà tutto il possibile per salvare la Provincia, ma se questo non dovenisse avvenire la colpa non sarebbe certo la loro. E comunque, nell'ipotesi di un referendum, Foti non sarebbe certo entusiasta di finire accorpato alla "provincia del gusto o delle salamelle".
da ilpiacenza.it
