Data: 29/09/2008
Assistenza al convivente malato, possibilità di subentrare in contratti di affitto domestici: diritti ma anche doveri. Questi alcuni dei contenuti di "DiDoRe", la proposta di legge a favore delle coppie di fatto, annunciata dai Ministri Rotondi e Brunetta, che presenteranno al Parlamento una sorta di "carta dei diritti e dei doveri di reciprocità" (dalle iniziali l'acronimo) provvedimento a costo zero per le casse dello Stato (vedi articolo a fianco, ndc). I proponenti stessi la definiscono un'iniziativa personale che, precisano, andrà avanti solo se ci sarà un accordo con l'opposizione. Il Pd non chiude la porta all'iniziativa, mentre dalla maggioranza arrivano forti perplessità. Per il partito di Veltroni il tema, per quanto delicato, è di attualità e richiede una definizione legislativa. Maurizio Migliavacca, Pd, si dichiara scettico: «L'iniziativa dei due Ministri appare personale e abbastanza isolata nella maggioranza», dunque, «una soluzione legislativa è lontana, anche perché l'attività governativa e parlamentare hanno altre priorità che per noi dovrebbero essere il sostegno ai redditi, la riforma dei servizi pubblici (scuola, pubblica amministrazione), la legge elettorale e la riforma istituzionale».
Ma «il problema esiste» e «meriterebbe una legislazione: la realtà delle convivenze interessa non solo i giovani ma sta interessando coppie anziane». La regolamentazione dovrebbe contenere una «netta distinzione dalla tutela giuridica della famiglia, che merita un'attenzione particolare poiché rappresenta un elemento di coesione sociale. Poi si dovrebbero introdurre diritti di base, come quello all'assistenza, e anche doveri». Sul versante più politico, Migliavacca, "forte" del tentativo naufragato dei Dico, si augura che «questa materia sia sottratta alle scelte di schieramento e in Parlamento sia possibile un confronto libero». In questo senso «l'iniziativa dei Ministri non è negativa».
Anche per il Ministro del governo ombra del Pd Pierluigi Bersani, «in uno Stato che si rispetti deve esistere una legislazione che dichiari diritti e doveri di reciprocità delle coppie di fatto, senza che questo intacchi la specificità del matrimonio». Per il parlamentare si tratta di un «tema controverso, in campo ci sono diverse proposte, ma se dalla maggioranza ne viene fuori una, noi siamo pronti a parlarne».
La crescita del fenomeno è segnalata da Paola De Micheli: «Al di là dei giudizi non si può fare finta di niente. Io - aggiunge la deputata Pd - concordo con la proposta dell'ex Ministro Bindi, ma ben venga l'ipotesi Rotondi-Brunetta: meglio qualcosa che niente». La deputata indica anche un aspetto di genere: «Serve la definizione di diritti e doveri anche a tutela delle donne che spesso escono da una convivenza come madri». Quindi, «se un governo di centrodestra, che è molto conservatore, dà un segnale in questa direzione significa che proprio non si può più ignorare il problema».
Sul fronte della maggioranza, Tommaso Foti, invita a «pensare a chi non arriva alla fine del mese. Le contrastanti reazioni alla proposta dei "DiDoRe" - continua il deputato Pdl-An - dimostrano che quello delle unioni di fatto è un tema in cui le convinzioni religiose e personali dei singoli prevalgono sulle bandiere di partito».
Per Foti «la gravità della situazione economica merita l'attenzione prioritaria della classe politica, che ha il preciso dovere di fornire risposte convincenti». Anche perché «se è lecito che due Ministri particolarmente sensibili dicano come la pensano, è altrettanto doveroso fare loro notare che in materia di coppie di fatto il centrodestra non ha assunto alcun obbligo elettorale, né il tema figura nel programma di governo». E comunque, chiude Foti, «la modifica di alcune norme di diritto civile è altra cosa rispetto ad un riconoscimento formale di forme di frequentazione che tali sono e rimangono».
Anche la Lega Nord con Massimo Polledri conferma che «l'agenda del governo non prevede alcun provvedimento in favore delle coppie di fatto. Questo non significa - aggiunge - giudicare che cosa le persone fanno sotto le lenzuola. Ognuno è libero di amare come crede o di divertirsi come può». Ma, evidenza il deputato leghista, «la Costituzione prevede il sostegno della famiglia fondata sul matrimonio» e «la Lega ha una sola idea di famiglia, chiara a tutti». Insomma, «oggi non esiste un problema di una minoranza, oggi occorre investire economicamente e anche rinnovando la fiducia sull'essere padri e madri. Il dramma attuale non è il Gay Pride ma le culle vuote per cui l'Italia rischia di diventare una grande casa di riposo con badanti turche».
Marta Tartarini
