Camera

Vaciago: viene da piangere,
da Roma ci danno gli scarti

Data: 29/05/2010

(gu. ro. ) Giacomo Vaciago (gruppo misto) non ha dubbi: a guardare l'elenco dei beni demaniali che sarebbero pronti per essere girati ai Comuni piacentini a partire dal capoluogo «ci viene da piangere, ci danno solo gli scarti». L'economista della Cattolica è stato il più energico ieri in consiglio comunale a ridimensionare la portata della lista di aree con cui giovedì gli onorevoli Massimo Polledri (Lega) e Tommaso Foti (Pdl) hanno bussato alle porte della prefettura per chiedere la convocazione di un tavolo di convocazione che gestisca in modo condiviso tutta la partita.
E, soprattutto, Vaciago ha tenuto a sgombrare il campo da possibili equivoci: non si pensi che il federalismo demaniale varato nei giorni scorsi in Parlamento significa che ci stanno trasferendo le aree militari e i beni culturali, ha chiarito Vaciago, i secondi sono esclusi e le prime restano in mano alla Difesa, questa è dunque «una partita che dobbiamo a giocare con il ministero». Nemmeno l'ospedale militare è in ballo, per l'assurda situazione che vede «tre sue stanze utilizzate, il che impedisce che passi al demanio civile» che potrebbe così girarlo al Comune che da tempo auspica di entrarne in possesso considerato il suo pregio e lo strategica posizione.
Più benevolente rispetto a quell'elenco di beni è stato Luigi Salice (Pdl): «Forse siamo più a livello di indiscrezione che di fatti concreti, ma se soltanto una parte si rivelasse veritiera si apre lo spazio per alcune importanti riflessioni sulle aree militari».
E se Antonio Levoni (Udc) è tornato a rammaricarsi della anticipata fine della commissione consiliare sulle aree militari, Giampaolo Crespoli (Pd) ha spostato l'attenzione sull'occupazione legata agli stabilimenti militari, un aspetto - ha lamentato - di cui quasi nessuno parla preferendo pensare alle aree in grigioverde dal punto di vista urbanistico o ambientale. Si sappia, però, ha ammonito, che «il polo militare piacentino rischia così seriamente di morire alla luce delle restrittive misure del governo sul pubblico impiego, vuol dire mille posti di lavoro in meno».
Allarme che ha fatto suo Gianni D'Amo (Piacenzacomune), così come Pierangelo Romersi (Pd) che ha preannunciato una mozione della maggioranza tesa sia a fare pressing sul ministero affinché risponda alla proposta di rinnovo del protocollo sulle aree militari avanzata sin qui invano dal sindaco Reggi sia a ottenere dal ministero una «maggiore valutazione della Pertite e la difesa dell'occupazione».
A definire «una bufala l'elenco di Polledri» è stato, infine, il sindaco che peraltro raccoglie l'invito dell'onorevole a lavorare insieme su quella partita quando i tempi saranno maturi e i contenuti chiariti.

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TommasoFoti
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