Data: 09/11/2006
"Via Vittime di Lenin". Adesivi affissi ai cartelli che intitolano una via a Lenin nei comuni di Castelvetro e di Monticelli. E' l'iniziativa adottata ieri dal deputato piacentino Tommaso Foti, per celebrare il diciassettesimo anniversario del giorno della libertà. Oggi, infatti, ricorre l'anniversario del crollo del muro di Berlino e del regime comunista.
Il gesto simbolico e provocatorio è stato seguito dalla consegna all'ufficio protocollo dei due comuni di una lettera che spiega e rivendica l'azione. Inviata una lettera anche al Comune di Caorso, che da tempo ha rimosso il cartello via Lenin dalla frazione di Fossadello, per chiedere al sindaco Fabio Callori la collocazione di un cartello alla memoria delle vittime di Lenin.
Per Foti, infatti, l'intitolazione di una via a Lenin è «un vero e proprio affronto alla storia, oltre che alla memoria delle vittime del comunismo in tutto il mondo». Da qui l'azione di "revisione": «Normalmente - spiega Foti - le vie sono intitolate a grandi condottieri o a uomini virtuosi non certo ad assassini. Lenin è stato il teorico della rivoluzione bolscevica e della dittatura "democratrica" degli operai e dei contadini. E' lo stesso Dimitri Volkogonov - presidente della Commissione parlamentare che ha tolto il segreto da 78 milioni di dossier dall'archivio politico dell'ex Urss - ad aver espresso giudizi agghiaccianti sulla figura di Lenin».
Foti si riferisce al documento in cui Lenin firmava la condanna a morte nel 1918 dei contadini russi che si erano opposti alle confische delle terre: «E' lo stesso Volkogonov a rimanere incredulo di fronte alla ferocia di Lenin - ha aggiunto Foti - ma non ci sono dubbi quando Lenin scrive "impiccare, e dico impiccare in modo che la gente veda, non meno di cento Kulaki, ricconi, sanguisughe riconosciute. Fatelo in modo che la gente tremi a centinaia di chilometri da lì e dica: Questi fanno sul serio".
Per Foti dunque il comportamento di chi oggi ha ancora il coraggio di intitolare una via a Lenin merita non solo censura ma ha l'obbligo "morale" di porre rimedio: «Ormai conta poco - ha concluso Foti - se i comunisti italiani in passato hanno acriticamente difeso, anzi sostenuto le idee e le azioni di Lenin. Oggi, però, è incomprensibile il fatto che esistano comuni che intitolino vie a Lenin o che facciano addirittura di Lenin, come accade nel comune di Cavriago (Reggio Emilia), sindaco onorario del paese».
da La Cronaca
