Data: 21/12/2012
Porta la data di martedì 18 dicembre la lettera che l'onorevole Tommaso Foti ha inviato a circa una novantina di esponenti del suo attuale partito, il PdL. Una lettera dove spiega le ragioni che lo hanno portato, la sera prima, lunedì, allo sfogo sulla sua bacheca del portale di comunicazione on line Facebook, e l'annuncio di voler valutare l'adesione alla sfida lanciata dall'ex ministro Ignazio La Russa, con la costituzione del partito "Centrodestra Nazionale".
«Le mie scelte politiche dei prossimi giorni, sempre volte a rendere più forte e competitivo, a Piacenza come in Italia, il centrodestra, non troveranno probabilmente molti di voi d'accordo- scriveva Foti -. Me ne dispiaccio sinceramente, ma non è possibile barattare la conveniente riconferma a deputato con la mortificazione e dei valori in cui credo».
La lettera è ora al centro del dibattito che si è scatenato nei giorni scorsi all'interno del centrodestra, tirata fuori dallo stesso Foti per sottolineare come, da parte sua, non vi sia stato alcun dietrofront, ma il partito sia stato coinvolto nell'evolversi del suo stato d'animo. «E la lettera ne è la prova - garantisce - come posso aver fatto un dietrofront se non ho fatto ancora alcun passo in avanti? Ognuno può commentare come meglio crede, ma i contenuti sono piuttosto chiari. Voglio che il mio pensiero sia chiaro a tutti i piacentini, in qualità di uomo di centrodestra che crede nella sussidiarietà e nell'economia sociale di mercato».
Nella lettera, Foti ricorda quanto fatto fino ad oggi, la lotta per salvare l'ente Provincia («Con impegno e dedizione, soprattutto per la nostra terra» scrive) e la ferma opposizione alla candidatura del professor Mario Monti, «rappresentante del gruppo Bildeberg». Promette una sintesi dell'attività parlamentare, e quanto fatto anche in termini economici per il partito - stimati all'incirca contributi di 45mila euro a Roma in cinque anni e 120mila a Piacenza - «In assoluta trasparenza» ha garantito a voce il deputato, che, in conclusione della lettera, rinnova l'amicizia a tutti i sindaci del partito, agli amministratori, ai coordinatori comunali, ai vertici PdL.
Anche nella lettera, Foti non dice chiaramente di volersi dimettere, né mette scadenze, e invita quindi a non «travisarne i contenuti o anticiparne eventuali intenzioni sottese». Intanto, il nuovo movimento di Ignazio La Russa corre e ha già il suo gruppo al Senato: a formarlo undici ex senatori del Pdl. «Alla Camera non è stato ancora fatto solo perché si sta ancora sondando un nome importante a Montecitorio» hanno detto.
da Libertà
