Data: 15/06/2010
piacenza - «Lo votiamo per modificarlo, per stravolgerlo». Il nuovo Ptcp della Provincia esce dal suo tour di commissioni sotto questo auspicio, previsto dalle regole del gioco e detto a voce bella alta dall'onorevole Tommaso Foti del Pdl che tanto per essere chiaro aggiunge anche che «Non mi faccio dettare le regole da Legambiente». L'affermazione del consigliere ha tradotto a parole un sentore che era evidente nei fatti. Non cambiare niente o quasi - per il momento - perché tutto cambi.
Come? Ci sarà un malloppo di articoli da manuale e, in parallelo, piccole "punture" - tra odg e emendamenti - che faranno da contrappeso ai molti dei residui di centro sinistra. L'intenzione è di rendere i contenuti del piano più conformi all'idea politica della maggioranza che governa di corso Garibaldi rappresentata ieri pomeriggio in commissione dall'assessore Patrizia Barbieri ha definito il Ptcp «disastroso» da Foti, da Antonino Coppolino, da Massimiliano Dosi (Lega nord) e da Bruno Ferrari (Udc).
Inevitabile lo scontro sul metodo: «Non c'è stata né trasparenza - ha chiosato Giampaolo Speroni (Scelgo Boiardi) - né semplicità. Capisco perché i cittadini si disaffezionano alla politica». Ad infiammarsi anche Maurizio Villa (Pd), Gianluigi Boiardi (Nuovo Ulivo), presenti in commissione con Pierluigi Caminati (Pd) e Samuele Raggi (Idv). Ecco i nodi caldi.
Non potevano mancare la diga e l'articolo 100 del Ptcp soprattutto in vista del possibile risveglio dei progetti dormienti delle centraline anteriori all'adozione del piano. «Secondo me sarebbe opportuno - ha detto Villa - che la commissione esprimesse una sua valutazione». Foti replica che la «norma è giuridicamente legittima, politicamente praticabile: se ne occuperà il consiglio».
E per quanto riguarda la diga ritornano ancora i soliti freni cautelativi sotto l'intenzione politica: «Trespidi - ha proseguito Foti - non ha mai detto che farà una diga. Ha detto che se la Regione concorderà su questo, noi saremo d'accordo. Adesso noi abbiamo detto che ci stiamo a parlarne senza pregiudizi».
In attesa di una papabile diga, cosa fanno gli agricoltori? «Uno studio c'è - risponde la Barbieri a Villa - il Tavolo del Trebbia è durato sette anni e è costato 300mila euro. Intanto andiamo avanti con i laghetti».
Come sarebbe quindi il piano del centrodestra? «Sicuramente più snello - conclude Coppolino - meno burocraticizzato. Un imprenditore qui dentro non ci capisce niente». «Ma il metodo è stato sbagliato, l'annuncio di Trespidi a sorpresa è stato infelice», chiude Speroni.
Nello scontro rientra ancora la questione della viabilità della bassa piacentina: «Con la realizzazione della "testa" della Cispadana e un casello in località Fontanazza, si toglievano i mezzi pesanti dal parmigiano nei centri storici di San Pietro e Cortemaggiore. Adesso invece la scelta è di pessima politica».
Dopo la votazione di ieri - la minoranza si è astenuta in blocco e la maggioranza ha votato a favore - la parola passerà al consiglio e il piano finirà questo parto il 2 luglio.
El. Mal.
