Camera

Zerba, piovono massi alla vigilia del vertice

Data: 21/01/2010

Le foto si commentano da sole. Da lontano qualche abitante, provenendo dalla Provinciale 18 di Zerba, pensava addirittura si trattasse di un cinghiale, considerata la mole. Invece no, sono i soliti massi che piovono a Zerba, quelli che invadono la strada con l' "arroganza" di chi si sente sicuro perché tanto le denunce si accavallano negli anni ma la strada resta così. Sono gli stessi sassi che recentemente, durante uno dei loro voli, hanno rotto anche un guardrail.
E che sarebbe successo se uno di quei massi fosse caduto su una macchina, o, peggio, su uno dei cantonieri che ormai quotidianamente sono chiamati a intervenire? C'è una testa che deve saltare per mettere la parola fine a una situazione che ormai da anni è sollecitata dal sindaco Claudia Borrè?
OGGI DELEGAZIONE PIACENTINA DA BERTOLASO - Le domande, che arrivano all'unisono da Zerba, capitano "a fagiolo", proprio alla vigilia del vertice romano tra una delegazione piacentina - composta dai parlamentari piacentini Tommaso Foti (Pdl), Massimo Polledri (Lega Nord) e Paola De Micheli (Pd) e dal presidente della Provincia, Massimo Trespidi - e il sottosegretario Guido Bertolaso (ad un passo dalla partenza per Haiti) per discutere lo stato di dissesto idrogeologico del territorio piacentino (quello di aprile, per quello tra Natale e l'Epifania la Regione dovrebbero terminare i sopralluoghi alla fine del mese) con l'obiettivo di portare a casa almeno 8 milioni di euro.
L'incontro è slittato dalle 10 di stamattina, come annunciato in precedenza, alle 14.30 e alta è l'attenzione sulle frane del territorio. Tra questi, anche la ferita di Zerba non smette di sanguinare e si aggrava ad ogni cenno di maltempo. Non è necessario far arrivare un'alluvione, basta una pioggia primaverile e la pioggia di massi può avere il suo inizio. Un bambino deve percorrere la strada ogni mattina, lo si è già detto più volte. Ieri mattina «l'impiegata del Comune ha spostato a mano alcuni sassi - spiega il sindaco Borrè - per poter venire a lavorare, altre volte dobbiamo far venire un trattore perché sono molto pesanti. Il capocantoniere arriva, sposta i massi, pulisce la strada. Ormai è routine. Non abbiamo saputo niente del muro crollato la notte di Natale, nel punto dove inizia la provinciale: nessuno ci risponde».
INTERVIENE VASCO ERRANI - La situazione, di cui ha preso atto anche l'assessore provinciale Sergio Bursi, arriverà a Roma? Intanto, l'opera di quantificazione dei danni nel tessuto provinciale (70milioni di euro) non è così scontata. Interpellato infatti con una telefonata dalla redazione, anche il presidente della Regione, Vasco Errani, commissario delegato per indagare proprio lo stato di dissesto regionale delle province, e tra queste anche quello di Piacenza, parla di valutare «fino in fondo» lo stato di danni territoriali, «in sinergia con tutte le istituzioni e a tutti i livelli, dalle Province ai singoli Comuni». In cantiere, prosegue il presidente, «numerose iniziative per poter dare il giusto riconoscimento al territorio». In primo piano, nell'ottica di Errani, «il rapporto tra Regione ed enti locali per poter arrivare a una valutazione dei danni reali, seri: questo sarà il nostro modus operandi, la mia agenda è particolarmente fitta di impegni ma cercherò di essere al più presto a Piacenza. Per quanto riguardi i fondi e i finanziamenti, solleciteremo insieme il Governo».
Elisa Malacalza

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