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Zurlo e Pecorella mettono a fuoco i ritardi del sistema giudiziario

Data: 27/03/2011

castelsangiovanni - Centro culturale gremito, venerdì sera, per l'incontro organizzato dalla fondazione "No reds" che fa capo a Paola Pizzelli ed al parlamentare Tommaso Foti (Pdl). Relatore d'eccezione il giornalista Stefano Zurlo, inviato e caposervizio della cronaca giudiziaria de "Il giornale", assieme al giurista Gaetano Pecorella. La Pizzelli e Foti hanno fatto gli onori di casa, alla presenza, tra gli altri, del consigliere regionale Andrea Pollastri, dell'assessore provinciale Sergio Bursi e di numerosi amministratori locali della zona.
Zurlo ha presentato il suo libro "La legge siamo noi - La casta della giustizia italiana", sulle "magagne" che ingolfano il sistema giudiziario italiano. «Un tema che riguarda tutti i cittadini - ha esordito la Pizzelli - perché tocca i diritti elementari delle persone. La magistratura dovrebbe essere un ordine, purtroppo è diventato una casta».
Il libro di Zurlo è dedicato alle sentenze disciplinari che il Csm ha attuato nei confronti dei giudici che sbagliano. «Processi celebrati nel silenzio più assoluto - ha ricordato l'autore -. Dal 1999 al 2006 ci sono stati 1010 procedimenti disciplinari: 812 conclusi con l'assoluzione o il proscioglimento, i rimanenti con poco più di una lavata di capo». Pecorella si è poi soffermato sui casi più eclatanti: «Giudici che hanno depositato sentenze con anni di ritardo, altri in vacanza con l'auto di servizio, altri ancora che hanno smarrito fascicoli o "dimenticato" imputati in carcere. C'è una parte che fortunatamente lavora, ma l'altra ha cumulato lavoro e commesso errori eclatanti. Ecco perché serve una vera riforma della giustizia».

da Libertà

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