Il leader di Fdi: «Costano il 30% più dei privati, esternalizzare la gestione, è sacca improduttiva»
«Andare a verificare i contratti
di esternalizzazione che sono in
piedi, per verificare che margini di
efficientamento ci sono», anche
perché ci sono appalti che «risalgono a dieci anni fa». Non solo:
mettere seriamente in discussione la gestione diretta degli asili nidi che «ha costi di gestione del 30
per cento superiori a quelle delle
strutture private», tanto da legittimare la domanda se «dobbiamo
occuparci di bambini o tenere in
piedi un baraccone sindacale».
La linea politica indicata da Tommaso Foti (Fdi) per recuperare risorse a bilancio in una logica di austerity e spending review è soprattutto sul capitolo del welfare che
va a incidere. Ne ha ragionato lunedì in consiglio comunale nella
discussione sul bilancio consuntivo 2018 e partendo da un dato
evidenziato appena prima da Nelio Pavesi (Lega), ossia i 62 milioni di euro alla voce "acquisti di beni e serv izi". Sono «62 milioni di
esternalizzazioni che sono in opiedi ma che è bene andare a verificare», ha ammonito Foti battendo
il tasto della ricerca di efficientamenti.
E sui nidi: «Vi pare logico che la
reale copertura del costo del servizio tra entrate delle tariffe e spese dell'ente sia pari al 25 per cento?». «Per la gestione dei nidi, che
ospitano 600 bambini, il costo pro
capite è di 9mila euro, e la gestione diretta è molto più onerosa di
quella esternalizzata, non ci può
essere il 30 per cento di differenza», ha quantificato Foti: «Sono
soldi che vanno nella sacca delle
improduttività, e visto che il servizio è lo stesso, dobbiamo occuparci di bambini o tenere in piedi un
baraccone sindacale? E' doveroso
pensare a un'operazione del genere», cioè di ritiro del Comune per
aprire maggiormente alla gestione privata. Ma «anche tornando a
quella valutazione del servizio tagesmutter che dove utilizzato ha
dato ottimi frutti».
«Questo e la gestione esternalizzata dei nidi è un settore dove intervenire se non vogliamo che rimanga un sistema di welfare di sinistra», ha dato man forte Massimo Trespidi (Liberi) addebitando
alla Regione di avere «messo paletti quasi insormontabili al ricorso alle tagesmutter per la fascia di
età 0-3 anni».
Nel campo del welfare «è cambiato poco o niente come impianto
generale rispetto a prima», ha convenuto Stefano Cugini (Pd) rinfacciando alla giunta Barbieri di avere, fortunatamente dal suo punto
di vista, disatteso le promesse di
aria nuova fatte in campagna elettorale: «Anche se effettivamente
alcune cose sono cambiate sensibilmente in peggio».
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