Rassegna Stampa

Barbieri a trazione leghista, con Rizzi 13 dem e sette civici

Data: 13/06/2017

Il volto del Consiglio a seconda che vinca l'uno o l'altro dei candidati 

A Trespidi "conviene" tifare centrodestra. Ponzini e Torre senza seggi 

Trentadue i posti in consiglio comunale, più uno che spetta di diritto al sindaco. Ma chi andrà a sedersi nell'aula di Palazzo Mercanti a seconda che al ballottaggio vinca Patrizia Barbieri (centrodestra) o Paolo Rizzi (centrosinistra)? "Libertà" ha provato a capirlo (v. tabelle e grafici sotto), anche se molto dipende dagli apparentamenti che i due candidati dovessero realizzare con chi dal ballottaggio è rimasto escluso: se si stringono alleanze organiche di quel tipo, gli apparentati entrano nella coalizione del candidato sindaco beneficiando del premio di maggioranza in caso di vittoria, cioè il 60% dei seggi, pari a 20 consiglieri su 32 (e comunque anche la ripartizione dei 12 seggi di minoranza avviene in una logica di coalizione). Immaginando che Rizzi e Barbieri vadano alla sfida del 25 giugno tenendo fermi i loro schieramenti - tre liste per il primo (Pd, Piacenza Più, La Piacenza del futuro), cinque per la seconda (Lega, Fi, Prima Piacenza, Pensionati, Fdi) - a non entrare in consiglio sarebbero le liste di Sandra Ponzini (Passione Civica) e Stefano Torre (Torre sindaco). Chiunque sia a prevalere. 

Se vince Rizzi 

In caso di vittoria di Rizzi il gruppo della maggioranza con più consiglieri sarebbe il Pd che ne manderebbe in aula tredici. Sette di loro (Cugini, Piroli, Fiazza, Buscarini, Sichel, Bricchi, Bisotti) sono consiglieri o assessori uscenti, Palladini e Romersi erano in giunta fino al 2013 prima di essere sacrificati sull'altare del "rimpasto" deciso dal sindaco Dosi; Calciati è stata inquilina di Palazzo Mercanti nelle giunte Vaciago, Guidotti e Reggi. Tre le new entry: Donata Horak, Andrea Mastronardo, Rinaldo Busca (era stato assessore negli anni '80). Consiglieri e assessori uscenti tre dei quattro che eleggerebbe la lista  civica "Piacenza Più": Colla, Castagnetti, Albasi. Al debutto invece Nicola Curtarelli. Un uscente è anche Raggi, uno dei tre seggi della civica "La Piacenza del futuro" oltre agli esordienti Gianluca Bariola e Cecilia Curtoni. A sedere sui banchi della minoranza ci sarebbero, insieme alla candidata a sindaco sconfitta Barbieri, i leghisti Massimo Polledri (uscente), Luca Zandonella e Stefano Cavalli, ex assessore provinciale. Poi i due forzisti Filiberto Putzu (uscente) e Mauro Saccardi, e Tommaso Foti (uscente) di Fdi. I restanti seggi di opposizione andrebbero due alla civica di Massimo Trespidi che, oltre all'ex presidente della Provincia, eleggerebbe l'ex di Fi, Gloria Zanardi, due al M5s (Andrea Pugni e Sergio Dagnino), uno a Piacenza in Comune (Luigi Rabuffi, assessore della giunta Dosi fino al 2015). Riassumendo, molte riconferme e undici volti nuovi, circa il 34% del totale. Nove le donne consigliere. 

Se vince Barbieri 

Nel caso in cui vinca Barbieri, la parte del leone in aula la farebbe la Lega portando all'elezione otto dei suoi. Ai tre che entrerebbero anche in caso di sconfitta, si aggiungerebbero Carlo Segalini, Paolo Macioppi (consigliere negli scorsi mandati), Davide Garilli, Marco Montanari e Marvin Di Corcia. Cinque seggi ciascuno per Fi e Fdi: agli "azzurri" Putzu e Saccardi si affiancherebbero Michele Giardino, Ivan Chiappa e Sergio Pecorara, mentre per Fdi a fare compagnia a Foti sarebbero Erika Opizzi (uscente), Gian Carlo Migli, Giuseppe Caruso (in aula durante la giunta Reggi) e Gianluca Micconi. Altri due seggi di maggioranza alla civica Prima Piacenza: la new entry Gian Paolo Ultori e una vecchia conoscenza di Palazzo Mercanti come Antonio Levoni, in aula dal '98 al 2012. A fianco di Paolo Rizzi, nei banchi della minoranza, ci sarebbero quattro del Pd (Cugini, Piroli, Fiazza e Buscarini) e Colla per Piacenza Più. Poi tre della lista "Massimo Trespidi" (con il candidato sindaco, Zanardi e Mario Monti), Rabuffi per Piacenza in Comune e Pugni e Dagnino per il M5s. Salirebbero a sedici i volti nuovi, dunque intorno al 50%, crollerebbe la presenza femminile, affidata unicamente, nella maggioranza, a Opizzi. E d'altra parte a non banale compensazione "rosa" ci sarebbe il sindaco Patrizia Barbieri. Politicamente non irrilevante l'annotazione su come cambia la rappresentanza dello schieramento di Trespidi a seconda che vinca Barbieri o Rizzi: nel primo caso in consiglio di "trespidiani" ne entrerebbero tre, solo due nel secondo. Il che, anche senza che si arrivi ad apparentamenti, potrebbe non essere indifferente nell'orientare gli elettori di Trespidi al ballottaggio.

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TommasoFoti
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