Il volto del Consiglio a seconda che vinca l'uno o l'altro dei candidati
A Trespidi "conviene" tifare centrodestra. Ponzini e Torre senza seggi
Trentadue i posti in consiglio
comunale, più uno che spetta di diritto
al sindaco. Ma chi andrà a sedersi
nell'aula di Palazzo Mercanti
a seconda che al ballottaggio vinca
Patrizia Barbieri (centrodestra)
o Paolo Rizzi (centrosinistra)?
"Libertà" ha provato a capirlo (v. tabelle
e grafici sotto), anche se molto
dipende dagli apparentamenti
che i due candidati dovessero realizzare
con chi dal ballottaggio è rimasto
escluso: se si stringono alleanze
organiche di quel tipo, gli
apparentati entrano nella coalizione
del candidato sindaco beneficiando
del premio di maggioranza
in caso di vittoria, cioè il 60% dei
seggi, pari a 20 consiglieri su 32 (e
comunque anche la ripartizione
dei 12 seggi di minoranza avviene
in una logica di coalizione).
Immaginando che Rizzi e Barbieri
vadano alla sfida del 25 giugno
tenendo fermi i loro schieramenti - tre liste per il primo (Pd, Piacenza
Più, La Piacenza del futuro), cinque
per la seconda (Lega, Fi, Prima
Piacenza, Pensionati, Fdi) - a non
entrare in consiglio sarebbero le liste
di Sandra Ponzini (Passione Civica)
e Stefano Torre (Torre sindaco).
Chiunque sia a prevalere.
Se vince Rizzi
In caso di vittoria di Rizzi il gruppo
della maggioranza con più consiglieri
sarebbe il Pd che ne manderebbe
in aula tredici. Sette di loro
(Cugini, Piroli, Fiazza, Buscarini,
Sichel, Bricchi, Bisotti) sono consiglieri
o assessori uscenti, Palladini
e Romersi erano in giunta fino al
2013 prima di essere sacrificati
sull'altare del "rimpasto" deciso dal
sindaco Dosi; Calciati è stata inquilina
di Palazzo Mercanti nelle giunte
Vaciago, Guidotti e Reggi.
Tre le new entry: Donata Horak,
Andrea Mastronardo, Rinaldo Busca
(era stato assessore negli anni
'80).
Consiglieri e assessori uscenti tre
dei quattro che eleggerebbe la lista civica "Piacenza Più": Colla, Castagnetti,
Albasi. Al debutto invece Nicola
Curtarelli. Un uscente è anche
Raggi, uno dei tre seggi della civica
"La Piacenza del futuro" oltre agli
esordienti Gianluca Bariola e Cecilia
Curtoni.
A sedere sui banchi della minoranza
ci sarebbero, insieme alla candidata
a sindaco sconfitta Barbieri,
i leghisti Massimo Polledri
(uscente), Luca Zandonella e Stefano
Cavalli, ex assessore provinciale.
Poi i due forzisti Filiberto
Putzu (uscente) e Mauro Saccardi,
e Tommaso Foti (uscente) di Fdi.
I restanti seggi di opposizione andrebbero
due alla civica di Massimo
Trespidi che, oltre all'ex presidente
della Provincia, eleggerebbe
l'ex di Fi, Gloria Zanardi, due al M5s
(Andrea Pugni e Sergio Dagnino),
uno a Piacenza in Comune (Luigi
Rabuffi, assessore della giunta Dosi
fino al 2015).
Riassumendo, molte riconferme e
undici volti nuovi, circa il 34% del
totale. Nove le donne consigliere.
Se vince Barbieri
Nel caso in cui vinca Barbieri, la
parte del leone in aula la farebbe la
Lega portando all'elezione otto dei
suoi. Ai tre che entrerebbero anche
in caso di sconfitta, si aggiungerebbero
Carlo Segalini, Paolo Macioppi
(consigliere negli scorsi mandati),
Davide Garilli, Marco Montanari
e Marvin Di Corcia. Cinque
seggi ciascuno per Fi e Fdi: agli "azzurri"
Putzu e Saccardi si affiancherebbero
Michele Giardino, Ivan
Chiappa e Sergio Pecorara, mentre
per Fdi a fare compagnia a Foti
sarebbero Erika Opizzi (uscente),
Gian Carlo Migli, Giuseppe Caruso
(in aula durante la giunta Reggi)
e Gianluca Micconi. Altri due seggi
di maggioranza alla civica Prima
Piacenza: la new entry Gian Paolo
Ultori e una vecchia conoscenza di
Palazzo Mercanti come Antonio
Levoni, in aula dal '98 al 2012.
A fianco di Paolo Rizzi, nei banchi
della minoranza, ci sarebbero
quattro del Pd (Cugini, Piroli, Fiazza
e Buscarini) e Colla per Piacenza
Più. Poi tre della lista "Massimo
Trespidi" (con il candidato sindaco,
Zanardi e Mario Monti), Rabuffi
per Piacenza in Comune e Pugni
e Dagnino per il M5s.
Salirebbero a sedici i volti nuovi,
dunque intorno al 50%, crollerebbe
la presenza femminile, affidata
unicamente, nella maggioranza, a
Opizzi. E d'altra parte a non banale
compensazione "rosa" ci sarebbe
il sindaco Patrizia Barbieri.
Politicamente non irrilevante l'annotazione
su come cambia la rappresentanza
dello schieramento di
Trespidi a seconda che vinca Barbieri
o Rizzi: nel primo caso in consiglio
di "trespidiani" ne entrerebbero
tre, solo due nel secondo. Il
che, anche senza che si arrivi ad apparentamenti,
potrebbe non essere
indifferente nell'orientare gli elettori
di Trespidi al ballottaggio.
Libertà
