In Consiglio la sindaca d'accordo con Fratelli d'Italia: «Lo dobbiamo anche all'Aeronautica militare». Scontro Tassi-Rabuffi su viale Dante
La sindaca Patrizia Barbieri va
in soccorso dell'Università Cattolica e annuncia la disponibilità del Comune ad accogliere sul
suolo pubblico (non si sa ancora dove) l'F-104 "di padre Gemelli".
«Lo dobbiamo anche all'Aeronautica militare - viene evidenziato - storicamente presente sul
territorio con la base di San Damiano e il 50° stormo». La risposta arriva quando il Consiglio comunale dedicato ad interrogazioni ormai vecchie anche di dieci mesi si sta avviando a conclusione. È Fratelli d'Italia con Gian
Carlo Migli, Filippo Bartolini e
Tommaso Foti a firmare la proposta. Si chiede al sindaco di
adoperarsi affinché l'Università
Cattolica non dismetta l'aereo F104 dedicato a padre Agostino
Gemelli. Attualmente l'aereomonumento si trova in un'area
verde sul retro dell'ateneo di San
Lazzaro. Nei mesi scorsi la decisione di rimuoverlo, perché ritenuto dai vertici dell'università,
almeno in un primo momento,
un simbolo di guerra, aveva fatto scalpore a livello nazionale. «È
un omaggio al fondatore della
Cattolica - sostengono i consiglieri - e alla meritoria attività
dell'Aeronautica sul territorio».
Barbieri si dice d'accordo; rivela
di aver contattato i vertici della
Cattolica e di aver appreso che
«vi sono tre delibere (dei Consigli di facoltà, ndr.) in cui ci si
esprime per la rimozione dell'aereo». La motivazione della Cattolica - prosegue la sindaca - riguarda «la necessità di spazi per
costruire». Nessun accenno al
simbolo di guerra. «Al momento la Cattolica non ha preso al cun contatto con l'autorità militare per la rimozione del velivolo - riferisce -. Quando dovesse
farlo siamo d'accordo che il Comune venga avvertito in modo
che si possano avviare le pratiche per subentrare».
Il consiglio si è infiammato in sede di comunicazioni iniziali con
un duello verbale d'altri tempi
tra l'assessore Marco Tassi e il
consigliere Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune). Oggetto i
continui lavori al manto stradale di viale Dante dovuti a Open
Fiber e a Ireti. «Prima si apre la
strada poi la si chiude poi la si riapre poi la si richiude con disagi per i cittadini e spreco di denaro pubblico» protesta. Tassi
annuncia un manifesto per spiegare a Rabuffi quello che ha già
detto cento volte: il Comune tenta di coordinare gli interventi, ha
due uomini che li controllano, la
posa della fibra ottica ultraveloce, grazie al governo Renzi, ha la
precedenza su tutto, pagano i
privati. Rabuffi se la prende e si
levano le urla.
Oltraggio al sacrario
Altro scontro sempre tra lo stesso assessore e Antonio Levoni
(Liberali). Quest'ultimo lamenta come il Comune abbia tolto la
fioriera anti parcheggio, davanti al sacrario di Palazzo Gotico.
«Oggi ci parcheggiano tutti senza alcun rispetto per i Caduti -
osserva -. La fioriera era la conseguenza di una mia mozione
approvata all'unanimità nel
2003». Tassi evidenzia che la fioriera non era adatta, il voto non
era all'unanimità (mancavano
in due), che Levoni allora era a
sinistra e che oggi bastano i vigili. «Una risposta del genere da
un assessore ad un consigliere di
maggioranza non la commento» la replica sprezzante di Levoni.
Erba o paglia?
Per Cristian Fiazza (Pd) con l'erba non raccolta la città assomiglia ad un grande pagliaio. Migli
precisa che la paglia è residuo
dei cereali, non dello sfalcio di
erba. Carlo Segalini (Lega) osserva che il residuo farà da humus e produrrà un manto ancora più bello. Nulla di fatto per
l'area ex maneggio di Borgotrebbia (Giulia Piroli e Fiazza del Pd)
mentre per i miasmi di Roncaglia a Cugini (Pd) non basta la risposta di Arpae all'assessore
Paolo Mancioppi. Arrivano da
un'azienda che tratta e recupera i fanghi biologici e i limiti non
sono superati. «Andremo fino in
fondo» promette il consigliere.
Altri interventi di Sergio Dagnino (M5S) e Andrea Pugni (M5S)
su aree sgambamento cani e
zanzare, Nelio Pavesi (Lega) su
furti non denunciati , Gloria Zanardi (FdI) su camion a Montale e "zebre" in via Manfredi. Un
minuto di silenzio (proposto da
Bertolini) per Emanuele Crestini, sindaco di Rocca di Papa
morto da eroe.
Libertà
