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BISOGNA ANDARE OLTRE IL NUOVO OSPEDALE

Data: 28/07/2018

IL DIBATTITO

Lettera al quotidiano Libertà da parte di Tommaso Foti

Un'interessata propaganda vuole convincerci che buone strutture murarie garantiscono buone cure e, quindi, valide prestazioni sanitarie. Ora, non vi è dubbio che anche le strutture materiali servono ma, da sole, non bastano a garantire migliori condizioni di cura. Servono - dunque - da una parte anche valide professionalità, dall'altra attrezzature tecnologiche d'avanguardia. Un'inaspettata dichiarazione del dottor Venturi, assessore regionale alla salute, ha messo una pietra tombale sopra quel Polichirurgico che, costruito laddove i comunisti avevano deciso, ha un'attività ventennale, è costato almeno il triplo del preventivato e ha comportato la progressiva (s)vendita del vasto patrimonio immobiliare, frutto dei lasciti dei benefattori. Sarebbe utile far tesoro della detta esperienza, mentre in tanti preferiscono lasciarsi trasportare da fallaci illusioni. Tanto da incensare modesti progetti (vedi «Futuro in salute») presentati dalla direzione generale dell'ASL di Piacenza, privi di adeguate coperture finanziarie. La riprova, al riguardo, la si ha se si pensa ai 10 milioni di euro richiesti alla Regione Emilia-Romagna dalla conferenza socio sanitaria piacentina. Se si volesse guardare veramente al futuro della sanità (di quella piacentina, come di quella regionale e nazionale) dovremmo invece maggiormente preoccuparci dell'esponenziale diminuzione - nei prossimi anni - del numero dei medici, in ragione del pensionamento di molti di loro, anziché festeggiare perché il Centro paralimpico prenderà il posto dell'ospedale di Villanova che verrà mestamente chiuso. Così come sarebbe opportuno sapere che (in)fausto destino spetterà agli ospedali di Castel San Giovanni, Fiorenzuola e Bobbio. Si assiste, invece, ad un grande spendersi affinché il nuovo ospedale sia costruito su di un'area piuttosto che su di un'altra, facendo finta - vero consigliere Cugini? - di non sapere che, per avere l'area dell'ex Pertite, sono 7 anni che il Comune cerca, ma non trova, l'area idonea su cui realizzare la pista per la prova dei carri armati. Nulla si dice invece dell'area che ospita attualmente l'ospedale, forse dimentichi della ripugnante bruttura che l'ASL ha lasciato in Via Gadolini, con il completo abbandono dell'ex Casa di cura Belvedere. Ma tant'è: l'importante è scrivere male e pensare peggio del sindaco Barbieri e del centrodestra che la sostiene: agli orfani del '68 e ai loro discepoli resta solo quello da fare, se non altro perché il sole dell'avvenire non è più rosso di colore. 

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