IL DIBATTITO
Lettera al quotidiano Libertà da parte di Tommaso Foti
Un'interessata propaganda vuole
convincerci che buone strutture
murarie garantiscono buone cure e,
quindi, valide prestazioni sanitarie.
Ora, non vi è dubbio che anche le
strutture materiali servono ma, da sole, non bastano
a garantire migliori condizioni di cura.
Servono - dunque - da una parte anche valide
professionalità, dall'altra attrezzature tecnologiche
d'avanguardia.
Un'inaspettata dichiarazione del dottor Venturi,
assessore regionale alla salute, ha messo una
pietra tombale sopra quel Polichirurgico che,
costruito laddove i comunisti avevano deciso,
ha un'attività ventennale, è costato almeno il
triplo del preventivato e ha comportato la progressiva
(s)vendita del vasto patrimonio immobiliare,
frutto dei lasciti dei benefattori.
Sarebbe utile far tesoro della detta esperienza,
mentre in tanti preferiscono lasciarsi trasportare
da fallaci illusioni. Tanto da incensare modesti
progetti (vedi «Futuro in salute») presentati
dalla direzione generale dell'ASL di Piacenza,
privi di adeguate coperture finanziarie. La
riprova, al riguardo, la si ha se si pensa ai 10 milioni
di euro richiesti alla Regione Emilia-Romagna
dalla conferenza socio sanitaria piacentina.
Se si volesse guardare veramente al futuro della
sanità (di quella piacentina, come di quella
regionale e nazionale) dovremmo invece maggiormente
preoccuparci dell'esponenziale diminuzione
- nei prossimi anni - del numero dei
medici, in ragione del pensionamento di molti
di loro, anziché festeggiare perché il Centro
paralimpico prenderà il posto dell'ospedale di
Villanova che verrà mestamente chiuso. Così
come sarebbe opportuno sapere che (in)fausto
destino spetterà agli ospedali di Castel San Giovanni,
Fiorenzuola e Bobbio.
Si assiste, invece, ad un grande spendersi affinché
il nuovo ospedale sia costruito su di un'area
piuttosto che su di un'altra, facendo finta - vero
consigliere Cugini? - di non sapere che, per
avere l'area dell'ex Pertite, sono 7 anni che il Comune
cerca, ma non trova, l'area idonea su cui
realizzare la pista per la prova dei carri armati.
Nulla si dice invece dell'area che ospita attualmente
l'ospedale, forse dimentichi della ripugnante
bruttura che l'ASL ha lasciato in Via Gadolini,
con il completo abbandono dell'ex Casa
di cura Belvedere.
Ma tant'è: l'importante è scrivere male e pensare
peggio del sindaco Barbieri e del centrodestra
che la sostiene: agli orfani del '68 e ai loro
discepoli resta solo quello da fare, se non altro
perché il sole dell'avvenire non è più rosso
di colore.
Libertà
