Rassegna Stampa

Borgo Faxhall, il sindaco Barbieri trasmette gli atti alla procura e alla Corte dei Conti

Data: 28/08/2018

Sulla spinosa vicenda il 6 giugno in consiglio il sindaco disse: «A nostro avviso l'accordo con Coemi Property non è stato positivo»

«Su Borgo Faxhall c'è stata superficialità in passato e l'accordo con Coemi Property, a nostro giudizio, non è stato positivo. Dovremmo portare tutte le carte non solo alla Corte dei Conti, ma anche in Procura». Sbottò con queste parole, il sindaco Patrizia Barbieri, nel bel mezzo di un burrascoso dibattito su una variazione di bilancio il 6 giugno scorso in consiglio comunale. Un proposito che, in quella sede, vide la maggioranza di centrodestra ma anche diversi esponenti dell'opposizione (tra cui Massimo Trespidi di Liberi e Christian Fiazza del Pd) invitare il sindaco a dare seguito alle parole. Così a distanza di qualche mese il primo cittadino è passata ai fatti: nei giorni scorsi infatti ha portato in procura tutti gli atti relativi all'annosa e spinosa vicenda trasmettendoli anche alla Corte dei Conti. Gli atti in questione fanno riferimento alla complessa partita ultraventennale di riqualificazione del comparto che dalla stazione ferroviaria si estende fino a via dei Pisoni dietro la galleria commerciale (area di 3.500 metri quadrati). Nel 2014 l'amministrazione Dosi approvò le linee di indirizzo del progetto di risanamento e due anni dopo, dicembre 2016, sempre la giunta Dosi diede il via libera alla delibera che si proponeva di tradurre in pratica quelle linee. Fu il tentativo, insomma, di sbloccare un impasse e permettere a Borgo Faxhall di vedere concretizzato il destino di riqualificazione urbana scritto a metà anni '90, ma fin qui rimasto in gran parte sulla carta. Risaliva infatti al 1996 la convenzione siglata tra Comune e la proprietà del comparto che, dopo alcuni passaggi di mano, rispondeva al nome di Coemi Property, società immobiliare milanese, che aveva come oggetto l'area ex Sift, come si chiamava allora. L'intesa diede come unico frutto l'edificazione del centro commerciale lato piazzale Marconi, rimanendo però al palo relativamente a molti degli impegni di riqualificazione di tutta la porzione retrostante, impegni sia privati che pubblici. La delibera del 2016 poggiava su uno scambio tra le controparti per compensare i reciproci oneri (su cui c'era stata anche una perizia del tribunale sui valori immobiliari in gioco e una valutazione di congruità del Demanio): la cessione da parte di Coemi al Comune di unità immobiliari e aree per sgravarsi dalle inadempienze; Palazzo Mercanti dal canto suo acquistava a sua volta altri beni dal privato impegnandosi a realizzare quanto ancora inattuato, dai parcheggi per i pendolari (200 posti circa) alla nuova autostazione delle corriere, dalla cura delle aree verdi alla messa in ordine della viabilità interna. Uno scambio che ha comportato per il Comune un saldo di 2,6 milioni di euro da versare a Coemi, più una cifra necessaria per la realizzazione delle opere mancanti, in primis parcheggi e autostazione. Nella delibera si faceva anche espresso riferimento al Bando periferie e a quei 4,5 milioni di euro destinati esplicitamente alla riqualificazione di Borgo Faxhall e al recupero dell'ex rimessa locomotori nota come "Berzolla", edificio di pregio che sta all'interno del comparto. Dopo un inizio di lavori, però, tutto si è interrotto, complice il cambio di amministrazione. Nel frattempo la pratica è stata pesantemente contestata dalla giunta Barbieri e dalla maggioranza che la regge sostenendo, in buona sostanza, che si fosse fatto un favore ai privati. Quel 6 giugno scorso in consiglio anche Tommaso Foti (Fd'I) criticò le scelte passate: «Questa amministrazione deve trovarsi sul gobbo Borgo Faxhall e tutti i problemi che impediscono di utilizzarlo».

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