Rassegna Stampa

Caduto il vincolo sui multi supermercati se l'area da recuperare supera i 50mila metri

Data: 19/02/2019

Nella prima versione era ammessa solo una struttura fino a 2.500 metri quadri. Opizzi: «Si tiene conto dei costi di riqualificazione»

Disco verde della commissione consiliare Territorio alla delibera che dà i criteri di valutazione delle richieste di nuova edificazione in attesa della redazione del Pug (Piano urbanistico generale) che disegnerà il volto futuro della città. Lo ha alzato ieri la maggioranza, con le minoranze che, a eccezione del no di Piacenza in Comune, si sono orientate per l'astensione (Pd, M5s, Piacenza Oltre, Piacenza del futuro) e la non partecipazione al voto (Liberi e Gloria Zanardi del misto) rinviando al passaggio in consiglio comunale una presa di posizione più netta. Gli indirizzi al vaglio della commissione sono stati ritoccati rispetto alla versione illustrata la settimana scorsa. Questo, ha spiegato l'assessore al territorio Erika Opizzi, per recepire alcune indicazioni emerse nella precedente seduta. Quella più rilevante riguarda la materia commerciale: il tetto di non più di una media superficie di vendita - supermercati fino cioè a 2.500 metri quadrati - ammessa nei piani edilizi in aree di recupero a destinazione prevalentemente produttiva (e in presenza di riqualificazioni anche in caso di destinazione differente di immobili produttivi dismessi) era una prescrizione generale, senza distinzioni di dimensione dei lotti interessati dall'intervento; ora vale invece per i terreni sotto i 50mila metri quadri di superficie, perché sopra quella soglia sono ipotizzabili anche più supermercati fino a 2.500 metri. Si è tolto il vincolo per le grandi aree, ha informato Opizzi, per tenere conto di quanto era stato segnalato da Tommaso Foti (Fdi) e cioè il rischio che piani di recupero che richiedono maggiori investimenti, date le dimensioni, restino al palo senza l'adeguato propellente economico che, almeno in questa fase del mercato immobiliare, solo gli insediamenti commerciali riescono a invogliare. Fermo restando, ha aggiunto l'assessore, che si tratterebbe comunque di interventi da tradurre in accordi operativi destinati al vaglio del consiglio comunale. L'interesse su quali possano essere le aree "beneficiate" dal venir meno del paletto commerciale si è fatto strada in Andrea Pugni (M5s) e Giulia Piroli (Pd). Se Opizzi ha risposto stando sulle generali («Ci sembrava un limite ragionevole valutando quanto può costare riqualificare lotti di quelle dimensioni»), un'idea ce la si può fare scorrendo le 83 richieste di edificazione arrivate nei mesi scorsi in municipio in risposta al bando per la presentazione di manifestazioni di interesse a realizzare piani edilizi previsti dal Psc (Piano strutturale comunale) prima che sia sostituito dal nuovo Pug. Un identikit porta all'area ex Camuzzi tra corso Europa e via Rigolli, 64.400 metri quadrati la cui proprietà propone in effetti supermercati e pubblici esercizi oltre a abitazioni, mentre resta sotto la soglia di 50mila il terreno lungo la tangenziale nei pressi dello svincolo Farnesiana su cui l'Opera Pia Alberoni ipotizza un insediamento commerciale di ampie dimensioni (6mila metri): sono 38mila metri accanto alla grande area di 177mila metri candidata a ospitare il nuovo ospedale. «Piacenza, che ha il 25% di ultra 65enni, di persone cioè che spesso faticano a muoversi, ha bisogno di negozi di vicinato, di servizi per utenti deboli», è stata la critica di Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune). Forza Italia, con Sergio Pecorara, ha invece ringraziato per l'inserimento nella delibera di quanto il partito aveva chiesto, la presentazione di una relazione sull'impatto socioeconomico e ambientale sulla zona urbanistica oggetto di intervento.

«Linea attendista per tener buona la gente»

PIROLI (PD) SULLA LOGISTICA

«Una linea attendista che per non sconvolgere troppo i cittadini tiene ferme tutte le questioni importanti in attesa del Pug, ma su un atto politico di questa portata sarebbe stato meglio avere una decisione definita». Il taglio critico con cui Giulia Piroli (Pd) ha parlato dei criteri di valutazione sui piani urbanistici era riferito soprattutto al tema della logistica, alle richieste avanzate dai proprietari di aree del cosiddetto "bollone" di Roncaglia che in questi mesi hanno sollevato le proteste di ambientalisti e residenti e che nella delibera approvata ieri in commissione si stabilisce che «non saranno prese in considerazione non essendo ancora stato definito l'accordo territoriale» tra Comune e Provincia. E se Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) ha esortato a levare la parola "ancora" per togliere ogni dubbio sulla possibilità di nuova logistica, «è lì, nell'accordo territoriale, che verranno delineate precisamente le aree per al massimo 700mila metri quadri di logistica», ha considerato l'assessore Opizzi. E c'è anche «il filtro del comitato urbanistico», ha informato Foti (Fdi) sottolineando che quelli in esame «sono indirizzi che servono solo ai firmatari delle manifestazioni di interesse per capire se andare avanti presentando accordi operativi, che però, dovendo contemperare interesse pubblico e privato, non sono degli automatismi».  

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