Nella prima versione era ammessa solo una struttura fino a 2.500 metri quadri. Opizzi: «Si tiene conto dei costi di riqualificazione»
Disco verde della commissione
consiliare Territorio alla delibera che
dà i criteri di valutazione delle richieste di nuova edificazione in attesa
della redazione del Pug (Piano urbanistico generale) che disegnerà il
volto futuro della città. Lo ha alzato
ieri la maggioranza, con le minoranze che, a eccezione del no di Piacenza in Comune, si sono orientate per
l'astensione (Pd, M5s, Piacenza Oltre, Piacenza del futuro) e la non partecipazione al voto (Liberi e Gloria
Zanardi del misto) rinviando al passaggio in consiglio comunale una
presa di posizione più netta.
Gli indirizzi al vaglio della commissione sono stati ritoccati rispetto alla versione illustrata la settimana
scorsa. Questo, ha spiegato l'assessore al territorio Erika Opizzi, per recepire alcune indicazioni emerse
nella precedente seduta. Quella più
rilevante riguarda la materia commerciale: il tetto di non più di una
media superficie di vendita - supermercati fino cioè a 2.500 metri quadrati - ammessa nei piani edilizi in aree di recupero a destinazione prevalentemente produttiva (e in presenza di riqualificazioni anche in caso di destinazione differente di immobili produttivi dismessi) era una
prescrizione generale, senza distinzioni di dimensione dei lotti interessati dall'intervento; ora vale invece
per i terreni sotto i 50mila metri quadri di superficie, perché sopra quella soglia sono ipotizzabili anche più
supermercati fino a 2.500 metri.
Si è tolto il vincolo per le grandi aree,
ha informato Opizzi, per tenere conto di quanto era stato segnalato da
Tommaso Foti (Fdi) e cioè il rischio
che piani di recupero che richiedono maggiori investimenti, date le dimensioni, restino al palo senza
l'adeguato propellente economico
che, almeno in questa fase del mercato immobiliare, solo gli insediamenti commerciali riescono a invogliare. Fermo restando, ha aggiunto l'assessore, che si tratterebbe comunque di interventi da tradurre in
accordi operativi destinati al vaglio
del consiglio comunale.
L'interesse su quali possano essere
le aree "beneficiate" dal venir meno
del paletto commerciale si è fatto
strada in Andrea Pugni (M5s) e Giulia Piroli (Pd). Se Opizzi ha risposto
stando sulle generali («Ci sembrava un limite ragionevole valutando
quanto può costare riqualificare lotti di quelle dimensioni»), un'idea ce
la si può fare scorrendo le 83 richieste di edificazione arrivate nei mesi
scorsi in municipio in risposta al
bando per la presentazione di manifestazioni di interesse a realizzare piani edilizi previsti dal Psc (Piano strutturale comunale) prima che
sia sostituito dal nuovo Pug. Un
identikit porta all'area ex Camuzzi
tra corso Europa e via Rigolli, 64.400
metri quadrati la cui proprietà propone in effetti supermercati e pubblici esercizi oltre a abitazioni, mentre resta sotto la soglia di 50mila il
terreno lungo la tangenziale nei
pressi dello svincolo Farnesiana su
cui l'Opera Pia Alberoni ipotizza un
insediamento commerciale di ampie dimensioni (6mila metri): sono
38mila metri accanto alla grande
area di 177mila metri candidata a
ospitare il nuovo ospedale.
«Piacenza, che ha il 25% di ultra
65enni, di persone cioè che spesso
faticano a muoversi, ha bisogno di
negozi di vicinato, di servizi per
utenti deboli», è stata la critica di Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune).
Forza Italia, con Sergio Pecorara, ha
invece ringraziato per l'inserimento nella delibera di quanto il partito
aveva chiesto, la presentazione di
una relazione sull'impatto socioeconomico e ambientale sulla zona
urbanistica oggetto di intervento.
«Linea attendista per tener buona la gente»
PIROLI (PD) SULLA LOGISTICA
«Una linea attendista che per non
sconvolgere troppo i cittadini tiene ferme tutte le questioni importanti in attesa del Pug, ma su un atto politico di questa portata sarebbe stato meglio avere
una decisione definita». Il taglio critico
con cui Giulia Piroli (Pd) ha parlato dei criteri di valutazione sui piani urbanistici
era riferito soprattutto al tema della logistica, alle richieste avanzate dai proprietari di aree del cosiddetto "bollone"
di Roncaglia che in questi mesi hanno sollevato le proteste di ambientalisti e residenti e che nella delibera approvata ieri
in commissione si stabilisce che «non saranno prese in considerazione non essendo ancora stato definito l'accordo territoriale» tra Comune e Provincia.
E se Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune)
ha esortato a levare la parola "ancora" per togliere ogni dubbio sulla possibilità
di nuova logistica, «è lì, nell'accordo territoriale, che verranno delineate precisamente le aree per al massimo 700mila
metri quadri di logistica», ha considerato l'assessore Opizzi. E c'è anche «il filtro
del comitato urbanistico», ha informato
Foti (Fdi) sottolineando che quelli in esame «sono indirizzi che servono solo ai firmatari delle manifestazioni di interesse
per capire se andare avanti presentando
accordi operativi, che però, dovendo contemperare interesse pubblico e privato,
non sono degli automatismi».
Libertà
