Tra i 426 nomi in lista c'è chi nel 2012 ci aveva già provato centrando l'elezione e chi l'aveva fallita e ora tenta di nuovo
Tra assessori e consiglieri comunali
uscenti sono in venticinque
a cercare la riconferma: erano
in lista nel 2012, replicano nel
2017. Ma ci sono anche quelli
che cinque anni fa ci hanno provato
senza successo, e ora si concedono
una seconda chance: un
gruppo popoloso, di 41 persone.
Completato il quadro delle forze
in campo alle elezioni amministrative
dell'11 giugno prossimo,
emergono spunti interessanti
dalla visione delle liste e dei
candidati al consiglio comunale
di Piacenza (426 in tutto).
A puntare alla riconquista di un
seggio a Palazzo Mercanti sono
quasi tutti gli uscenti. Si fa prima
a dire chi non è della partita
perché, per una ragione o per
l'altra, ha deciso di rinunciare:
della giunta manca solo Giorgio
Cisini, mentre dell'assemblea
che si è sciolta tre settimane fa
non si ricandidano Claudio Ferrari
(Pd), Rino Curtoni (Pd),
Laura Rapacioli (Pd), Carlo Pallavicini
(Sinistra per Piacenza),
Lucia Rocchi (Moderati), Marco
Tassi (Pdl), Giovanni Botti
(Pdl), Lucia Girometta (Forza
Italia), Andrea Gabbiani (Movimento
5 stelle), Barbara Tarquini
(M5s), Mirta Quagliaroli
(M5s).
Tutti gli altri tentano il bis: da Massimo Polledri che nel 2012
era candidato a sindaco per la
Lega Nord - e per questo motivo
ottenne un numero così alto
di preferenze (oltre 3mila, v. tabella
a lato): sono i voti alla lista
che lo sosteneva - a Marco Colosimo
(prese 114 preferenze)
passando per Tommaso Foti
(937), Roberto Colla (458), Giovanni
Castagnetti (449), Christian
Fiazza (440) e via via tutti
gli altri.
Nell'elenco di quelli che tornano
a cimentarsi con l'elettorato,
sperando di riuscire dove cinque
anni fa fallirono, occorre tenere
presente che c'è anche chi
già in questo mandato ha avuto
l'opportunità di un pronto riscatto.
E' il caso di Tiziana Albasi, candidata nel 2012 con i Piacentini
per Dosi e subito nominata
in giunta dal sindaco come
assessore alla cultura nonostante
non fosse stata eletta in consiglio
comunale. Idem per Giorgia
Buscarini (Partito democratico),
entrata nella squadra di
Dosi a inizio 2014 quale assessore
al commercio dopo il rimpasto
di giunta voluto dal sindaco.
Lo stesso dicasi per Luigi
Gazzola che cinque anni fa era
in lista con l'Italia dei valori, e,
non eletto in aula, è stato poi nominato
in giunta, a seguito del
rimpasto, con delega a bilancio
e personale.
A fare le spese di quel rimpasto
è stata, tra gli altri, Paola Beltrani,
fino al 2013 assessore alla
scuola, in lista nel 2012 con l'Italia
dei valori, ma non eletta. Oggi
ci riprova con la "Piacenza in
Comune" di quel Luigi Rabuffi
che, eletto cinque anni in consiglio
fa con Sinistra per Piacenza,
è subito entrato nella giunta
Dosi come assessore all'ambiente,
per uscirne nel 2015 dimettendosi
a seguito del divorzio tra
Rifondazione comunista e la
maggioranza di centrosinistra.
Quelli indicati in tabella sono i
41 candidati che cercano una rivincita
dopo non essere riusciti
a centrare l'obiettivo nel 2012.
Ma ai blocchi di partenza di questo
giro c'è anche chi ha alle
spalle candidature più retrodatate.
Due nomi su tutti: Giovanna
Calciati e Antonio Levoni.
Libertà
