Rassegna Stampa

CASO CARUSO, UN SECONDO SFREGIO A PIACENZA

Data: 29/06/2019

Editoriale del Direttore di Libertà Pietro Visconti.

Si è spogliato della presidenza dell'aula, e si è tenuto il seggio di eletto. Una mossa incomprensibile. Con tutto il garantismo di questo mondo, com'è mai pensabile che Caruso possa rimettere piede nell'aula da lui disonorata? Vedo un'unica possibilità: che si tratti - e lui sia fiducioso di dimostrarlo - di un abbaglio clamoroso, di un errore giudiziario da libri di storia. Che sia falsa la fotografia della cena con i boss, quella che per la sindaca Patrizia Barbieri e anche per Tommaso Foti, leader piacentino di Fratelli d'Italia, il partito dove Caruso ha fatto carriera, pesa politicamente come un macigno ancora prima delle sentenze. Fuori da questo scenario, la "resistenza" nell' abbandonare di sua volontà il Consiglio comunale appare un secondo sfregio alla città. E appare francamente patetica la versione secondo cui all'origine delle dimissioni a metà ci sarebbe un "pasticcio" nella compilazione dell'atto. Anche l'eventuale incapacità di scrivere chiaro e tondo un breve testo per dire "me ne vado, scusate" ha dell'incredibile. Comunque ora la sospensione è stata decretata e può iniziare il dopo Caruso. Le forze di maggioranza stanno trattando sul successore. E' svanita l'ipotesi, circolata nelle ore dello shock più acuto, di una scelta di coesione istituzionale offrendo la carica alle minoranze. Non sorprende: il maggioritario ha le sue durezze. Sorprende di più che in lizza per la poltrona pretesa nel 2017 da Fratelli d'Italia ci siano un paio di nomi di Fratelli d'Italia. Foti mercoledì ha chiesto scusa per le condotte «inimmaginabili» di Caruso. Stare fermi un giro, questo giro, sarebbe un modo serio di far seguire un fatto a una parola.

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