ELEZIONI COLPO DI SCENA PORTA NEL CENTRODESTRA L'ONCOLOGO ANTI-COVID, NEL 2001 ALFIERE DEL CENTROSINISTRA
Barbieri: se vinco, al medico l'assessorato alla sanità Scintille tra candidati su fisco e aiuti alle imprese
● A meno di due settimane dalle elezioni comunali, la sindaca uscente Patrizia Barbieri, in corsa per un secondo mandato con il centrodestra annuncia a sorpresa l'intenzione, in caso di vittoria, di nominare come assessore alla sanità il medico Luigi Cavanna, direttore del dipartimento di Oncologia dell'Ausl di Piacenza e in prima fila per la lotta al Covid, ormai prossimo alla pensione. Cavanna, nel 2001 fu, nelle fila del centrosinistra con l'Ulivo, il rivale di Tommaso Foti nella corsa per un seggio in Parlamento. Oggi, il campo è l'altro.
A Piacenza Expo è andato in scena il confronto tra candidati (presenti Katia Tarasconi, Corrado Sforza Fogliani, Stefano Cugini e Patrizia Barbieri) organizzato da Confapi industria Piacenza. Pnrr, Fisco, aiuti alle imprese e decoro urbano i principali temi al centro del dibattito.
Se confermata, la sindaca annuncia di voler affidare la sanità all'oncologo (ex candidato dell'Ulivo contro Foti nel 2001)
«Un grande medico che potrebbe essere un grande assessore». Così Patrizia Barbieri cala quello che potrebbe essere il suo asso. A meno di due settimane dalle elezioni di Piacenza, la sindaca uscente – in campo per un secondo mandato con il centrodestra – annuncia l'intenzione di nominare come assessore alla Sanità il medico Luigi Cavanna (in caso di successo per la propria coalizione, ovviamente). Lui la mette in guardia, con un sorriso: «Patrizia, non sai chi ti porti in casa… Io sono uno che difende i più deboli, altri meccanismi non mi interessano», sottolinea il direttore del dipartimento di Oncologia dell'Ausl di Piacenza, ormai prossimo alla pensione. Non si tratta, però, di un esordio politico per Cavanna: nel 2001 fu il rivale di Tommaso Foti, ora e allora leader della destra piacentina, nella corsa per un seggio in Parlamento nelle fila del centrosinistra all'epoca formato-Ulivo. Oggi, il campo è l'altro. «Nel corso del tempo, ho sem- pre percepito un po' di disinteresse verso la sanità. La sindaca uscente punta invece a responsabilizzare questo contesto, con la consapevolezza delle grandi potenzialità di Piacenza» dice Cavanna. Dal canto suo, Barbieri ritiene «importante provvedere all'istituzione di un assessorato alla Sanità in stretta relazione con gli ordini professionali. La mia proposta è concreta - prosegue la portabandiera del centrodestra - e nasce dalle esigenze post-Covid. L'obiettivo non è quello di mettersi in concorrenza con le competenze della Regione o della Conferenza sociosanitaria, ma di fronteggiare le emergenze sociali dettate dalla pandemia, oltre alla sfida del nuovo ospedale, alla crescita del corso di medicina nella nostra città e al potenziamento dell'assistenza territoriale». Un tema di cui Cavanna, tra i primi promotori delle cure a domicilio durante l'epidemia, è un voltosimbolo. Anche testate internazionali hanno raccontato l'impegno del medico piacentino nei controlli anti-Covid casa per casa, durante i mesi più duri della pandemia. «Cavanna sarebbe l'assessore ideale per occuparsi della delega alla sanità. In caso di vittoria del centrodestra - aggiunge Barbieri - vorrei che fosse disponibile ad accettare questo incarico, perché può garantire una competenza a 360 gradi utile a ottenere risultati fondamentali ». Nei mesi scorsi, il nome di Cavanna era stato inserito anche nella rosa dei potenziali candidati del centrosinistra. Il medico si era però sfilato, rimarcando la sua stima per la sindaca uscente. Adesso, dunque, il patto con il centrodestra. E alla domanda sul perchè, la risposta è: «Nessuno mi ha mai fatto una proposta così , Barbieri mi dà una possibilità irripetibile». Poi Cavanna delinea alcune priorità: « Perché Parma ha un'azienda ospedaliero- universitaria e Piacenza no? Perché bisogna spostarsi in altre province per sottoporsi all'esame Pet? I prossimi anni saranno caratterizzati da tante incognite, occorre un coordinamento per tutelare i più deboli, in primis i malati».
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