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DUBBI E CADUTE SULL'ERBA

Data: 21/06/2019

Editoriale di Gabriele Dadati, sul quotidiano Libertà.

La vicenda è nota. Con grande ritardo la gara per assegnare l'appalto di manutenzione di parchi e aiuole cittadine ha premiato, per la zona est della città, un raggruppamento temporaneo d'imprese con capofila la cooperativa Cuore Verde. Che messosi all'opera non s'è dimostrato, almeno per ora, all'altezza del compito. Così nelle ultime settimane l'erba fin troppo rigogliosa ha dato i natali a: innumerevoli lamentele (dei cittadini), vibrate richieste di chiarimento (delle opposizioni), insetti (gli unici ad apprezzare la situazione), pagine sui social (ad esempio "Piacenza in the jungle", su Facebook), un'inchiesta per turbativa d'asta (la procura ha però chiesto l'archiviazione) e un ricorso al Tar (di Geocart, il concorrente uscito sconfitto). 

Posto che l'auspicio è che la situazione si normalizzi, proviamo a ripercorrere lo spartito per verificare le stonature. La prima è questa: l'assessore Paolo Mancioppi ha rivendicato un risparmio di circa 270mila euro l'anno. Totale: 800mila euro nel triennio. Il che è vero se il confronto lo si fa con l'assegnazione precedente, ma diventa falso se si considera la sola gara in oggetto. Cuore Verde aveva infatti proposto un ribasso sulla base d'asta del 26,33%, Geocart del 23%. Un'incollatura: se avesse vinto Geocart, il risparmio sarebbe stato attorno ai 700mila euro. Inoltre per tamponare la situazione il Comune ha dovuto impiegare altri 350mila euro tra affidamenti diretti e ulteriori appalti, come rilevato da alcuni consiglieri di minoranza. Se le cose stanno così, tirata la riga, oggi la manutenzione costa 250mila euro più di prima. Almeno per ora. La seconda è questa: Cuore Verde prevedeva 19.040 euro di oneri per la sicurezza contro i 57.139 di Geocart. Si tratta di una voce importante, il cui sottodimensionamento (circa un terzo…) non è una buona notizia. Come non è una buona notizia passare da un gestore che ha per certo il 50% più uno di lavoratori svantaggiati nel proprio organico a un altro che deve ancora fornirne il proprio elenco. Non sarebbe invece una notizia, ma un semplice dato di fatto, che l'aggiudicataria sia cremonese. Lo diventa solo perché ad averla incoronata è una parte politica che ribadisce spesso, in altre sedi, lo slogan: "Prima i piacentini". E piacentina, Geocart, in effetti la è. La terza è questa: a inizio settimana Antonio Agogliati (Forza Italia), Tommaso Foti (Fd'I), Corrado Pozzi (Lega) e Antonio Coppolino (Liberali piacentini) si sono trovati a ragionare sull'andamento della maggioranza. Dandosi tempo fino a settembre per verificare se è possibile un cambio di passo o se è inevitabile un nuovo rimpasto di Giunta: il rischio è infatti che il malcontento dei cittadini aumenti invece che sopirsi. Posto che è lecita qualsiasi riunione e qualsiasi ragionamento, tuttavia non è la Giunta che ha bisogno di un cambio di passo. O, se ce l'ha bisogno, non è comunque il tema del giorno. Qui abbiamo una singola vicenda sotto la lente. E le possibilità sono due: o si crede nell'operato di Mancioppi, e quindi gli si fa quadrato attorno, oppure si hanno dei dubbi fondati, e gli si chiede un passo indietro. Subito, non tra due mesi. Decidere in base all'umore della piazza (è l'antica ma mai tramontata modalità Gesù-o-Barabba) non è rispettoso né nei confronti della persona né nei confronti dell'elettorato, che viene così inteso come gogna e non come interlocutore. La quarta è questa: la polizia municipale ha trovato un mezzo di Cuore Verde che scaricava abusivamente rami e fogliame in un'area di sgambamento per cani a Montale. Interpellato in merito Matteo Maggioni, direttore tecnico della cooperativa, ha dichiarato che può capitare che si rompa un mezzo, e così si lascia il materiale dove si può e si ripassa il giorno dopo. Si tratta di una risposta inaccettabile. Non tanto perché non si possa rompere un mezzo – ci mancherebbe – ma perché quando capita, prima di compiere un atto illegittimo, si avvisa. Semplicemente. A chi non è capitato di avere la macchina ferma dove non dovrebbe e lasciare un cartello di scuse scritto a mano sul parabrezza? In casi come questi, occorre segnalare l'anomalia e concordare cosa fare. Non prendere d'imperio una decisione sbagliata. Mentre tutto questo accade, aumenta nel cielo sopra Piacenza la schiera dei gabbiani – confesso di vederne di bellissimi, il mattino, dal balcone che si affaccia sul cortiletto interno di casa – che purtroppo sono noti per frequentare ambienti insalubri. E hanno fatto la loro comparsa inedite mosche. Non è tanto e solo colpa della gestione del verde, però. È che a questo si accompagna la gestione ancora tutta da mettere a punto della raccolta differenziata porta a porta da parte di Iren per il centro storico. Mentre il caldo arroventa la città. Con l'editto di Saint-Cloud, nel 1804, Napoleone volle che per la salubrità dell'aria i cimiteri fossero posti fuori dagli abitati. Accadde anche a Piacenza, dove venne edificato il camposanto su progetto di un bravo architetto neoclassico dal nome appropriato: Lotario Tomba. A distanza di oltre due secoli non occorre un editto del più grande statista moderno, per risolvere la situazione. Basta una sana normalità, per il verde come per i rifiuti, che azzeri le stonature e faccia ripartire il canto.

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