LA POLEMICA CON IL LODIGIANO
«Loro cancellano Piacenza Nord e scrivono Basso Lodigiano sull'A1? E noi potremmo chiudere il ponte sul Po e vediamo quanto piange l'Auchan di San Rocco». Tommaso Foti, consigliere comunale e deputato di
Fratelli d'Italia, lancia la provocazione nel
derby con il Lodigiano.
Derby col Lodigiano, provocazione di Foti «Chiudiamo il ponte di Po e Auchan piange»
In Consiglio l'esponente di Fdi rilancia la
polemica sul cambio di nome del casello
dell'A1 e il raddoppio dell'ipermercato
Ma se con ordinanza comunale chiudessimo il ponte sul Po assestando così un colpo mortale
all'Auchan e a tutto l'indotto di cui
beneficia il territorio lodigiano, forse che anche "di là da Po" capirebbero quanto politicamente scorretto è cambiare da "Piacenza
Nord" a "Basso Lodigiano" la denominazione del casello di Guardamiglio sull'Autostrada del Sole?
Dopo l'interrogazione parlamentare che già ha ottenuto dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti la promessa di un «confronto» di approfondimento, Tommaso Foti (Fdi), che oltre a essere deputato è consigliere comunale, ha
rilanciato nella seduta di ieri a Palazzo Mercanti la polemica contro
un cambio di denominazione che
la politica lodigiana aveva già
trionfalisticamente annunciato come deciso. Lo ha fatto con una
provocazione dal sapore ritorsivo
con al centro il caso dell'Auchan di
San Rocco al Porto e dei protocolli d'intesa siglati dall'ipermercato
con le istituzioni lodigiane nel negoziato sul raddoppio della superficie di vendita, progetto in fase di
avanzata realizzazione.
«Auchan ha avuto e dato a Lodi 1,6
milioni di euro di opere stradali
(rotatorie eccetera), 250mila euro
in cinque anni a San Rocco per
progetti di marketing territoriale».
Non solo: «Le 450 assunzioni previste devono essere così distribuite: il 50 per cento di residenti a San
Rocco, il 50 per cento di residenti
in provincia di Lodi».
«Sarà anche vero che siamo in due
regioni diverse, ma se si taglia fuori dai tavoli decisionali una città capoluogo il cui centro storico dista
solo un chilometro e mezzo, si può
poi stabilire il divieto di transito sul
ponte da mattina e sera e vediamo
che cosa succede», è stato il velenoso contrattacco di Foti che ha ricordato i pianti di Auchan quando il viadotto crollò e i piacentini
per raggiungere l'ipermercato avevano l'autostrada come più disagevole alternativa.
«E' mezza Piacenza-centro che va
a fare spesa a San Rocco», ha considerato l'esponente di Fdi aprendo un altro fronte polemico, quello sulla provenienza della merce
in vendita: «Nel protocollo d'intesa con le istituzioni lodigiane c'è
scritto che siano trattati prodotti di
quel territorio, ma avremo diritto
di chiedere che almeno la coppa
sia di Piacenza e non di Parma come già aveva denunciato Massimo Polledri?».
Secondo Foti, «non si può lasciar
passare il fatto che il nome
dell'uscita va modificato perché è
in Lombardia, di solito si sceglie la
città più importante nelle vicinanze, questo dice il buon senso, solo
chi ha furori elettorali non vuole
capirlo», è l'affondo all'indirizzo
dei politici d'Oltrepò.
E il caso dell'Auchan va tenuto in
debito conto, specie in considerazione del progetto di raddoppio
che sta procedendo: «Ben vengano le opere viabilistiche nel Lodigiano per garantire l'accesso in sicurezza al centro commerciale,
ma la rotonda dei Pontieri riuscirà a reggere quando Auchan funzionerà a pieno regime? Si rischiano code fino al casello, ed è una fila in entrata, non in uscita dalla città».
Nel censurare il fatto che la Conferenza dei servizi, cioè il tavolo inter-istituzionale, dove si è svolto il
negoziato sul progetto urbanistico dell'ipermercato, «venga svolta senza il Comune confinante solo perché è in un'altra regione», Foti ha ventilato l'apertura di una battaglia legale: anche se formalmente i termini per impugnare i provvedimenti autorizzativi fossero
scaduti, «si può impugnare ancora adesso visto che la procedura è
stata tenuta sotto silenzio e si è saputo solo ora».
Non vuole essere un derby Piacenza-Lodi, ha chiarito l'onorevole.
Anche se gli assomiglia.
Libertà
