Vertice sofferto di FdI: «Posizione di generosità istituzionale»
Si riapre la partita con il Carroccio invitato a indicare un nome
Sembrava cosa fatta. Quanto
meno affare da definirsi tutto in casa Fratelli d'Italia, il partito a cui il
resto della coalizione di centrodestra aveva deciso di tendere la mano in segno di solidarietà dopo l'arresto per 'ndrangheta di Giuseppe Caruso. Invece ieri mattina la
sorpresa che riapre la partita della successione a poche ore dal consiglio comunale di domani: Fratelli d'Italia che comunica ufficialmente la rinuncia alla presidenza
del consiglio.
La nota reca la firma del capogruppo Giancarlo Migli. «Fratelli d'Italia ha detto da subito e chiaramente alle forze politiche di centrodestra che rinunciava alla Presidenza del consiglio comunale, non
certo per timore delle illazioni e degli accostamenti ignobili che solo
per mera speculazione politica
vengono diffuse ad arte, ma per lasciare libero il campo ad ogni e
qualsiasi soluzione prospettata».
Migli prosegue: «Detta posizione,
ribadita con estrema chiarezza dall'onorevole Foti nella riunione
dei partiti con la sindaca e la giunta, non è mutata - ne potrà mutare - neppure in caso di unanime richiesta di tutti i consiglieri della
maggioranza volta a riservare ad
un nostro rappresentante la Presidenza. Una posizione di esclusiva
generosità istituzionale atteso che
il tentativo di coinvolgere Fratelli
d'Italia in una dolorosa vicenda,
per altro sviluppatasi al di fuori di
ogni contesto politico e amministrativo, troverà nelle sedi competenti adeguata risposta. Ciò detto
precisiamo ai denigratori professionali che la composizione del
nostro gruppo consiliare, per qualità e professionalità delle persone
espresse, nulla ha da imparare da
aspiranti moralizzatori dei giorni
pari e da sciatti strilloni dei giorni
dispari».
FdI, confronto sofferto
Risulta che tale posizione sia maturata dopo un lungo e sofferto dibattito interno alla forza politica
che fa capo a Giorgia Meloni, con
il deputato Tommaso Foti a tirare
le fila e a tenere i contatti ora dopo
ora con le altre forze politiche della coalizione. Dibattito in cui non
sono certo mancate le voci di chi,
assecondando l'invito degli alleati e della sindaca Patrizia Barbieri,
avrebbe voluto esprimere il nuovo presidente nella convinzione di
poter calare sul tavolo nomi adeguati alla carica: da Nicola Domenghetti a Filippo Bertolini, fino
a Gloria Zanardi, da poco entrata
nei ranghi. Avrebbero tuttavia prevalso le posizioni di chi ha optato
per un passo indietro.
Zanardi non sfonda
Inoltre la possibilità di spendere
comunque un nome in parte di
rottura con il passato come quello di Zanardi - giovane, donna e
gradita alla sindaca - risulta che
non abbia passato l'esame della riunione all'associazione dei Liberali piacentini tenutasi venerdì sera fino a notte fonda. Non avrebbe
cioè ottenuto quel consenso unanime che si conviene in questi casi proprio per gli ultimi cambi di
casacca.
Risultato? Tutto da rifare con le
forze di centrodestra che hanno
subito riattivato negoziati complessi. C'è così chi avrebbe suggerito alla Lega di indicare un nominativo: sarebbero così circolati i nomi del giovane Davide Garilli,
ma anche quello del più navigato Nelio Pavesi. In realtà in Forza
Italia c'è chi avrebbe avanzato nelle ultime ore l'ipotesi di Michele
Giardino, attualmente nel gruppo misto ma fedele agli azzurri.
Oggi potrebbe essere la giornata
decisiva con tutte le ipotesi ancora aperte.
Tweet al veleno
Nel frattempo non è passato
inosservato uno degli ultimi
tweet di Corrado Sforza Fogliani dei Liberali, velenoso con la
sindaca. Il quale sulla gestione
dell'affaire Caruso scrive: «La
politica, sotto la guida della prima cittadina, si è fatta battere
dalla prefettura».
Libertà
